Tasse non pagate, Basilico accusa «Filiani incompatibile per legge»

Atri, esposti alla Procura e al prefetto del consigliere di Abruzzo civico sul collega di maggioranza «Al momento della convalida aveva debiti con il Comune, quindi non poteva stare in assise»
ATRI. Una lunga indagine che ha portato a due esposti alla procura, oltre a una segnalazione al prefetto e infine a un’interrogazione, depositata ieri in Comune. L’argomento non è da poco: la presunta incompatibilità con la carica di consigliere comunale di Francesco Filiani, capogruppo di maggioranza. A sollevare la questione è Paolo Basilico, consigliere comunale di Abruzzo Civico.
«È possibile che un amministratore comunale non paghi i tributi dell’ente? Partiamo da un dato certo: la legge sancisce l’incompatibilità alla carica di consigliere comunale per chi ha debiti nei confronti del Comune, accertati e iscritti a ruolo con ingiunzione fiscale. Il ministero dell’Interno ha chiarito che la richiesta di rateizzazione, non estinguendo il debito, non elimina l’incompatibilità», esordisce Basilico, «per procedere alla convalida degli eletti, è necessario che ciascuno di essi dichiari di non essere incompatibile. Ad Atri, per la presente consigliatura, la convalida si è svolta nella seduta del 10 giugno 2018».
Basilico dopo alterne vicende è riuscito a farsi consegnare la documentazione dall’area competente del Comune. Filiani doveva al Comune circa 8mila euro. «È emerso che nel giugno 2018 Filiani era debitore del Comune di Atri per aver ottenuto ben tre ingiunzioni fiscali, risultando incompatibile alla carica. Il mancato pagamento è riferito alla Tarsu dal 2009 al 2013, avvenuto in coincidenza con il periodo 2008-2013, durante il quale lo stesso era assessore (sindaco Astolfi), e negli anni successivi, sino al 2017». Basilico continua: «Solo nel febbraio 2018 (quando si lavora alla composizione delle liste), dopo essere stato destinatario di ben due pignoramenti, entrambi con esito negativo, Filiani ha richiesto la rateizzazione del debito omettendo, però, di corrispondere le rate. È singolare constatare che egli abbia provveduto all’estinzione del debito solo dopo le mie richieste di attivare le procedure di legge per la dichiarazione di decadenza da consigliere (richieste del settembre, dicembre 2019 e febbraio 2020, pagamento avvenuto il 1° aprile 2020) nei suoi confronti e nonostante il presidente del consiglio, sebbene a ciò invitato, non avesse dato seguito alle istanze, omettendo la convocazione del consiglio». Basilico fa notare che il capogruppo il 10 giugno 2018, nella seduta di convalida, era ancora debitore. E accusa l’amministrazione di non aver svolto controlli e di essere rimasta inerte, non avendo mai convocato un consiglio sul caso, tanto che ieri ha dovuto presentare un’interrogazione. Si dichiara amareggiato per la mancata trasparenza e imparzialità nell’amministrazione, ma lieto per aver contribuito al recupero di crediti del Comune. «Non è questa l’immagine delle istituzioni in cui mi hanno insegnato a credere e per cui ho da sempre profuso il mio impegno in politica!», conclude.
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