Tasse non pagate: mancano 2,3 milioni

È il risultato degli accertamenti avviati dalla società incaricata dall’amministrazione: oltre mille irregolarità sull’Imu
TERAMO . Tasse non pagate per oltre 2,3 milioni di euro. È il dato che emerge dall’atto dirigenziale con cui il Comune ha recepito i risultati degli accertamenti relativi al versamento delle imposte locali nell’arco del triennio che va dal 2016 al 2018. Nel mirino della società di Macerata che collabora da due anni con l’amministrazione nelle attività di verifica sulle quote non incassate dall’ente e sulla loro riscossione, con la conseguente applicazione di interessi e sanzioni, sono finite in particolare l’Imu, applicata su beni immobili come seconde case e terreni edificabili, la Tasi, che fa riferimento ai cosiddetti “servizi indivisibili” tra cui illuminazione pubblica, manutenzioni e arredi di spazi pubblici, e la Tari, relativa a raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Dagli accertamenti condotti dalla Andreani Tributi, subentrata da maggio 2020 nel servizio di supporto all’amministrazione comunale, emerge che la prima delle tre è l’imposta sulla quale incidono maggiormente le mancate riscossioni per numero di contribuenti risultati non in regola e importo non affluito alle casse dell’ente rispetto alle stime.
Per l’Imu l’indagine ha abbracciato in particolare il biennio 2016-2017, facendo risultare 1.006 irregolarità che sommano poco meno di 1,6 milioni di mancati incassi da parte del Comune. È riferito al solo 2016, anno in tra l’altro questo tributo è stato di fatto ridimensionato, l’accertamento relativo alla Tasi. Le anomalie riscontrate interessano comunque 33 contribuenti, per un introito mancato che ammonta a poco meno di novemila euro. Numeri più consistenti sono quelli riferiti alla Tari non versata. La quota complessiva indicata dalla società marchigiana è di 741mila euro non riscossi da parte di 220 utenti, nel periodo compreso tra il 2016 e il 2018. Per tutte le somme in questione, dunque, è previsto il recupero entro l’anno. La società incaricata ha portato avanti le verifiche tramite l’acquisizione delle banche dati esistenti, l’analisi delle denunce di variazione presentate dai contribuenti sulle condizioni di applicabilità delle tasse locali considerate, l’individuazione delle posizioni anomale, nonché l’emissione e la notifica degli atti di accertamento.
I mancati pagamenti, comunque, non sono assimilati automaticamente a fenomeni di evasione totale delle imposte sui cui sono stati avviati i controlli perché tra i vari casi individuati dalla ditta che gestisce il servizio possono rientrare anche versamenti incompleti per errori di calcolo da parte dei contribuenti o sviste non riferibili a una precisa volontà di evitare l’esborso dovuto al Comune.
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