Tasse, Rosci sfida Grimi a un confronto pubblico

3 Dicembre 2017

GIULIANOVA. Lo scontro di parole sul caso della rottamazione delle cartelle esattoriali si fa sempre più acceso e dopo il botta e risposta dei giorni scorsi il capogruppo di Articolo 1-Mdp Valerio...

GIULIANOVA. Lo scontro di parole sul caso della rottamazione delle cartelle esattoriali si fa sempre più acceso e dopo il botta e risposta dei giorni scorsi il capogruppo di Articolo 1-Mdp Valerio Rosci torna ad accendere la polemica e si scaglia contro Gianluca Grimi, recentemente approdato a Fratelli d’Italia: «Mi chiedo se è possibile che un soggetto che ha fatto parte di un’amministrazione di centro sinistra come assessore, a suo dire fino a ieri iscritto al Partito Democratico, che ricopre ruoli di rappresentanza in una importante associazione di categoria datoriale, possa fare della becera propaganda politica dopo essersi unito ad un partito di destra. È chiaro che il percorso politico di Grimi è ambiguo», dice Rosci, «e visto che mi ritengo una persona aperta al dialogo, sono disponibile sin da subito, in qualità di capogruppo di Articolo 1 - Mdp, ad un confronto sul tema della rottamazione sperando di fare chiarezza, dando una corretta informazione alla cittadinanza».
Non si fa attendere la replica di Gianluca Grimi che dice: «Io sono disponibile al confronto purché si faccia in una piazza centrale e davanti alla città. Temo però che con questo attacco personale e privo di argomenti Valerio Rosci abbia fatto una fuga in avanti. Molti in amministrazione e nel suo partito mi conoscono e dubito che gli permetteranno di trascinare Articolo 1 in un confronto personale con me. Invece di accusarmi di populismo», dice Grimi, «spieghi ai cittadini perché in centinaia di comuni italiani gli imprenditori e i cittadini che non hanno potuto pagare vengono aiutati anche con rientri di 72 mesi, mentre e lui ritiene che qui sia antidemocratico e non equo. Spieghi perché il sindaco e la maggior parte dei consiglieri erano d’accordo mentre lui non lo ritiene possibile, dica ai cittadini che non hanno potuto pagare che la loro è un'azione grave e non equa, anche se con quei soldi hanno sfamato i figli».
Mirella Lelli
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