Tavolo al ministero per salvare la Selta

Lo chiedono con urgenza sindacati e politica per evitare la chiusura dello stabilimento di Tortoreto dove lavorano in 80
TORTORETO. C’erano tutti e ottanta i dipendenti della Selta ieri mattina nell’aula consiliare a Tortoreto. La posta in gioco d’altronde è alta: il proprio futuro lavorativo. I sindacati hanno infatti chiamato politici e amministratori a discutere della situazione dell’azienda di Tortoreto, il cui gruppo è in pre concordato preventivo, e che vuole chiudere lo stabilimento tortoretano. A rispondere all’appello sono stati i consiglieri regionali Dino Pepe e Sandro Mariani (Pd), Marco Cipolletti (M5S), il parlamentare Antonio Zennaro (M5S) e il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. A fare gli onori di casa il vicesindaco Francesco Marconi (il sindaco era a Roma).
In primis è emersa una notizia negativa. Il Cda del gruppo si è dimesso e sono stati messi in cassa integrazione straordinaria a zero ore i lavoratori degli stabilimenti di Tortoreto e di Piacenza. «E’ molto urgente dunque aprire un tavolo al ministero dello Sviluppo economico», esordisce Marco Boccanera (Fim Cisl), «a breve avremo un incontro in prefettura perchè ci dia un’ulteriore spinta verso il Mise».
«Informalmente ci è stato detto che il ricorso alla Cigs è stato necessario perchè non abbiamo accettato la chiusura di Tortoreto per salvare il resto dell’azienda», osserva Mirco D’Ignazio (Fiom Cgil), «Il tema vero è che non c'è la governance del gruppo e si rischia di perdere delle commesse in essere. Tutto questo rischia di far definitivamente crollare l'azienda».
I consiglieri regionali presenti si sono impegnati a portare il regione in problema Selta. «Mi dispiace tanto che il governo regionale eletto dal popolo democraticamente fosse assente», aggiunge Boccanera, «un portavoce ci ha detto che siccome non ci sono le deleghe non è potuto intervenire nessuno». Il sindacalista cita una frase detta da un lavoratore: «La politica non ci abbandoni, non faccia solo passerelle ma fatti concreti».
Durante i lavoriZennaro ha annunciato di essersi già attivato al Mise e di aver anche contattato l’azienda Leonardo di Finmeccanica invitandola a prendere in mano la situazione Selta. «Una speranza», conclude D’Ignazio, «è che Tortoreto è nell’area di crisi complessa: chi vuole investire, può avere anche delle agevolazioni. In più la Selta a Tortoreto si occupa di telecomunicazioni, settore del futuro: lasciare morire l'ultima azienda italiana che se ne occupa sarebbe un problema per tutto il sistema-paese». Stefania Pezzopane, deputata Pd si mette a disposizione per seguire la vertenza a Roma: «Ho scritto a Di Maio e al presidente del Consiglio Conte affinché si apra subito un tavolo nazionale. Ed ho preparato anche un’interrogazione urgente. Non c’è più tempo da perdere. Bisogna mettere in campo azioni positive per una soluzione industriale». (a.f.)
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