Team, diffida da tre milioni al Comune

L’amministratore Ranalli chiede di saldare entro sette giorni tutto il pregresso: Tari non pagata, fatture e conguagli
TERAMO. Ancora nervi tesi tra Comune e Teramo Ambiente. Dopo un ricorso al Tar inoltrato per chiedere il rimborso di un milione 300mila euro di crediti inesigibili e una diffida per le autorizzazioni a procedere con l'impianto di cremazione, lunedì Luca Ranalli, amministratore delegato della Team, ha formalizzato una nuova diffida all’ente intimando entro una settimana il pagamento di tutte le fatture pregresse per un ammontare complessivo che sfiora i tre milioni di euro. Pena un nuovo ricorso alle autorità giudiziarie.
La cifra esorbitante che la Team esige dal Comune è composta da un milione e 300mila euro di crediti inesigibili riferiti alle cartelle Tari non pagate dal 2007 al 2009, ma anche da 350mila euro di fatture per la manutenzione del verde, 120mila euro per lo smaltimento del percolato, 250mila euro di conguaglio del Pef 2015, 900mila euro di consuntivi Pef dal 2010 al 2014 e infine da circa 400mila euro di differenze tra le ultime fatture emesse tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015.
La diffida è scattata dopo che la Team ha sollecitato bonariamente la definizione delle partite pregresse negli ultimi consigli di amministrazione e dopo che non ha ottenuto alcun riscontro sulle proposte transattive inviate a febbraio e a fine giugno. Le proposte Team prevedevano di chiedere al Comune la cessione di alcuni immobili di proprietà dell'ente a titolo di compenso per le fatture pregresse. La Team tra gli immobili che giudicava appetibili aveva indicato un terreno di proprietà del Comune a Carapollo ma anche un'immobile in via Randi, quello dove la società intende trasferire da ottobre gli uffici Tia e l'infopoint e per il quale dovrebbe corrispondere al Comune un canone di affitto. Da qui la proposta di un accordo di transazione finalizzato a cedere la proprietà dell'immobile alla Team a titolo di risarcimento. Il Comune tuttavia non ha dato seguito alle proposte e così l'ad Ranalli, che da tempo percorre la strada del recupero crediti a suon di diffide e ricorsi, ha deciso di inviare una nuova lettera di diffida intimando il pagamento delle spettanze in 7 giorni.
Una decisione che probabilmente non distenderà il clima alla vigilia di una importante conferenza di servizi fissata per venerdì in Comune per risolvere il nodo dell'impianto di cremazione. Anche qui pende una diffida della Team, che lamenta le lungaggini del Comune nel rilascio delle autorizzazioni utili a costruire l'impianto. Autorizzazioni che il Comune nega ritenendo che il crematorio debba essere costruito dal socio privato che subentrerà dopo l'indizione della gara per il rinnovo dei servizi in affidamento.
Marianna De Troia
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