Team e Gadit, 15 multe ai furbetti dei rifiuti

9 Dicembre 2015

Sanzioni da 160 euro a chi ha messo ogni genere di immondizia nell’indifferenziato Anche oggi continuano i controlli della municipalizzata e delle guardie ambientali

TERAMO. Sono state una quindicina le multe da 160 euro l’una elevate per errato conferimento dei rifiuti a uffici e attività commerciali al termine del primo giro di ispezioni condotte dalla Team insieme alle Gadit, le guardie ambientali d’Italia con cui la municipalizzata ha stretto una convenzione per rendere più rigoroso il rispetto della modalità della raccolta differenziata. Venerdì notte, nel mirino delle due pattuglie all’opera per setacciare i rifiuti indifferenziati delle attività commerciali, sono stati diversi i furbetti pizzicati a conferire nel secco qualunque genere di rifiuto, ma il giro di vite non si ferma qui.

Altri controlli, come ha spiegato la responsabile della comunicazione della Team Rita Di Ferdinando proseguiranno questa notte, sempre sull’indifferenziato, ma stavolta le ispezioni si rivolgeranno alle utenze private. La convenzione prevede infatti due controlli a settimana a rotazione e per il momento si concentreranno molto sul secco visto che lì si scovano anche le altre categorie di rifiuti che gli svogliati non hanno voglia di differenziare. Ma oltre alle diverse tipologia di utenze le Gadit sono impegnate anche nel controllo dei cestini delle aree pubbliche il più delle volte occupati dagli ingombranti sacchi della spazzatura. «Per fortuna ci sono tanti cittadini attenti al decoro e sensibili che si fanno prime sentinelle contro gli incivili» spiega Di Ferdinando. «È capitato che al numero verde oltre a segnalarci le micro-discariche, alcuni ci segnalano anche che determinate persone, in orari particolari, gettano sacchi di immondizia interi nei cestini e danno una mano alle guardie per identificare i trasgressori. Ma oltre al senso civico dei cittadini un supporto prezioso per le Gadit le cosiddette «foto-video trappola». «Si tratta di dispositivi», spiega il presidente delle guardie Gaetano Ercole, «che puntiamo nelle zone a rischio inquinamento dove più spesso si formano micro-discariche e che, mimetizzati tra le piante, consentono di immortalare i trasgressori. In sostanza funzionano tipo le macchinette per gli autovelox, scattando foto e frame video a ripetizione anche al buio. Le immagini vengono inviate a un server e e girate su una mail dedicata della Gadit che possono intervenire in tempo reale per beccare gli incivili in flagranza». Come si concilia tutto questo con la privacy? «Le foto trappola», assicura Ercole, «vengono puntate solo in zone classificate a rischio inquinamento, generalmente spopolate e non sono finalizzate a monitorare appartamenti o aree più sensibili». (m.d.t.)

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