Team: il Comune ci toglie la gara da 2 milioni

L’amministratore delegato Ranalli contesta il bando per la realizzazione dell’impianto di cremazione
TERAMO. Qualcosa non torna nella gara a doppio oggetto da 100 milioni di euro che il Comune bandirà per la scelta del nuovo socio privato della Teramo Ambiente e per l’affidamento dei servizi. Chi vuole vederci chiaro è l’amministratore delegato della Team Luca Ranalli, che solleva perplessità su chi sarà chiamato a costruire l’impianto di cremazione. Difatti nel via libera al bando approvato dal Comune si prevede che sia il nuovo socio a farsi carico della costruzione dell’impianto ma l’amministratore della Team non ci sta.
«Non si comprende per quale ragione debba essere il nuovo socio a realizzare il progetto dal momento che la convenzione in essere per i servizi cimiteriali scade nel 2021 e oltretutto ci sono i tempi per realizzarlo prima».Ranalli spiega infatti che il Comune ha terminato l’iter burocratico richiedendo alla Soprintendenza l’autorizzazione paesaggistica e che al termine di questo passaggio si potrà partire con la gara europea per l’affidamento dei lavori dell’opera, per un importo da 2 milioni di euro. I tempi di realizzazione previsti sono di 18 mesi e Ranalli dunque non si spiega le ragioni per le quali il Comune abbia facoltà di affidare i lavori al nuovo socio privato. Scetticismi estesi anche alle lungaggini del Comune nella conclusione dell’iter burocratico..
Infatti l’impianto di cremazione teramano sarebbe il primo in Abruzzo ma le considerazioni di Ranalli vanno oltre: «È una gara da 2 milioni di euro che fa gola anche poiché porta lavoro in città, ma soprattutto consentirebbe all’azienda di riassorbire qualche unità di quel personale in esubero. Forse per questo l’attenzione della politica è stata maggiore. Resta il fatto che vanno rispettati gli obblighi della convenzione anche poiché le valutazioni della quota da liquidare al privato, stimata in 4milioni e mezzo di euro, sono state fatte anche sull’impianto di cremazione». E in tema di consulenze un altro affondo arriva da Ranalli sul nuovo bando. «Chi sono i consulenti che hanno redatto il nuovo bando? C’è una firma? Chi si assume la responsabilità di una gara da 100 milioni di euro?».
Buone notizie invece arrivano dall’amministratore della Team sul fronte del contenimento dei costi. Dopo il taglio del 10% già operato sui compensi del Cda, l’amministratore delegato ha infatti annunciato che i dirigenti e i quadri dell’azienda si sono ridotti gli emolumenti per un periodo vincolato alla durata dei contratti di solidarietà aziendale. «Non erano tenuti a farlo», ha detto Ranalli «ma è stato un segnale che Teramo Ambiente siamo tutti noi e il sacrificio devono farlo tutti».
La riduzione dei compensi riguarda i dirigenti Pierangelo Stirpe e Mauro Castelli e i quadri Roberto Liberatore e Pierandrea Giosuè. Inoltre l’azienda ha deciso di non redistribuire alcune premialità per qui dipendenti che avevano partecipato ai gruppi di lavoro costituiti per la partecipazione alle gare aggiudicate a Giulianova, Cellino Attanasio e Penna Sant’Andrea. Si tratta di 30mila euro che l’azienda ha deciso di trattenere e di accantonare nel bilancio 2015.
«Nonostante quello che i sindacati sostengono», spiega Ranalli «noi siamo partiti a tagliare anche ai vertici, e lo dimostra anche l’accorpamento delle dirigenze e il licenziamento del dirigente Manrico Polisini. Circa il nuovo orario ho già ribadito che per tracciare bilanci bisognava aspettare la fine di settembre, ed è per questo che davvero non comprendo le ragioni dello sciopero dell’8 luglio scorso».
Intanto i sindacati hanno ufficializzato che altre due giornate di sciopero per le giornate del 15 e 16 settembre e a tal proposito Ranalli non sembra avere toni morbidi. «Al contrario di quanto ci accusano i sindacalisti, siamo gli unici ad avere a cuore il destino dei dipendenti visto che lavoriamo continuamente per ricollocarli entro giugno 2016, quando finirà la cassa integrazione. Per questo mi fa rabbia chi in un momento non coglie l’importanza di tenersi stretto il posto di lavoro in barba agli sforzi profusi per salvarli tutti».
A questo proprosito Ranalli innesca un’altra polemica con il Comune sulla questione del verde pubblico, già oggetto di botta e risposta al veleno con l’assessore all’ambiente Rudy Di Stefano. «Prima alla Team venivano destinati 700 mila euro per il verde, poi ridotti a circa 100 mila. Sarei curioso di sapere», aggiunge polemicamente Ranalli, «quanti soldi ha destinato il Comune per le nuove ditte che si stanno occupando del verde, ma soprattutto con quale gara sono state individuate. I musei e la pulizia degli immobili erano una commessa che per legge il Comune non poteva più affidare, ma il verde non era un obbligo di legge tagliarlo. A causa di questa scelta 4 operai impiegati nel verde pubblico sono finiti in cassa integrazione. Perché con le nuove ditte incaricate non si è pensato a riassorbire i 4 operai Team come ci si è impegnati per i musei o per gli operatori degli scuolabus? Chi ha davvero a cuore le sorti dei lavoratori?». (m.d.t.)
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