Team, quasi 60 i dipendenti che stanno per finire in mobilità
Oltre ai 43 che si occupano dei servizi in scadenza rischiano il posto una quindicina di impiegati Ranalli: «Dobbiamo tagliare i costi». Brucchi: «Lo impone la legge, ma io cercherò una soluzione»
TERAMO. A 19 anni dalla sua nascita, compiuti domenica, la Teramo Ambiente ha poco da festeggiare visto il dichiarato esubero di personale legato alle commesse di alcuni servizi in scadenza. Per il sindaco Maurizio Brucchi è «ingiusto e prematuro» dare numeri sugli esuberi, il cui computo è affidato al consiglio d’amministrazione chiamato nei prossimi giorni ad attivare le procedure di mobilità per decine e decine di dipendenti. Ma i numeri per grosse linee sono prefigurabili, visto che nei servizi in scadenza a fine aprile ci sono 26 addetti alla pulizia degli immobili, sei al verde pubblico, sei alla custodia dei musei civici, due alla segnaletica e tre alla verifica degli impianti termici: 43 in totale. Procedure di mobilità scatteranno anche per il personale impiegatizio, dove si prevedono ulteriori sforbiciate per mantenere le proporzioni nel rapporto tra impiegati e operai; si parla di circa una quindicina di unità. Un primo calcolo, dunque, porta a quasi una sessantina di lavoratori.
A prospettare la situazione ieri mattina nel corso di un incontro a palazzo di città con i sindacati sono stati l’amministratore delegato Luca Ranalli e il sindaco Brucchi dopo una riunione con i capigruppo. È stato un incontro sofferto, dove gli stessi sindacalisti hanno sospeso i commenti, ed era palpabile la preoccupazione per il futuro delle persone e delle famiglie coinvolte. «Ci aspettavamo di dover portare sul tavolo del confronto solo le prospettive lavorative del personale legato ai servizi in scadenza», ha dichiarato Amedeo Marcattili della Cgil, «invece i numeri sono più grandi. C’è amarezza». Dalle trattative sindacali con i vertici della società si spera di poter contenere l’impatto numerico degli esuberi facendo ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge di stabilità: prepensionamenti, incentivazione all’uscita, riduzioni dell’orario di lavoro e mobilità volontaria. L’entità esatta dell’impatto dei tagli si conoscerà probabilmente il 9 marzo, quando è in programma un ulteriore incontro con i sindacati. Resta il fatto che su una municipalizzata che conta circa 200 dipendenti si tratta di un colpo di scure pesante. «Prima di allora è inutile dare numeri», ha dichiarato l’amministratore delegato Ranalli, «l’obiettivo resta purtroppo quello di contenere i costi e chiudere il bilancio in attivo». Dunque la speranza che una futura Team Service possa riassorbire i lavoratori in esubero sembra piuttosto evanescente, almeno fino a che non verrà espletata la gara a doppio oggetto per la scelta del socio privato e l’affidamento dei servizi, che dovrebbe prevedere clausole di salvaguardia del personale.
Intanto Ermanno Ruscitti, presidente del Mote, ha confermato il suo interesse per le quote del socio privato e a fine mese proporrà all’assemblea dei Comuni del comprensorio l’acquisto delle quote. Il sindaco Brucchi dal canto suo dichiara di aver fatto tutto il possibile: «Mi sento sereno e so di aver messo sempre al primo posto il bene comune. Mi sono sempre mosso in difesa dei lavoratori per il Ruzzo, ho garantito delle tutele agli operatori della Fratarcangeli, e continuerò a muovermi per una soluzione anche per la Team. Va detto che comunque i costi fissi andavano ridotti sia per motivi di opportunità, nell’ambito di una politica di riduzione delle tariffe che stiamo perseguendo, ma soprattutto per legge. La normativa ci impone di contrarre il numero delle partecipazioni ed è quello che stiamo facendo ad esempio chiamandoci fuori dal Mote, visto che entro il 31 dicembre non possiamo avere più di una partecipazione in enti che si occupano di attività analoghe. In questo caso, tra le due che si occupano di rifiuti noi opteremo per rimanere nella Team».
Marianna De Troia
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