Team, revocato il presidente Bozzelli

7 Maggio 2019

D’Alberto gli imputa «scarsa capacità gestionale, comportamenti scorretti e poca collaborazione con il Comune»

TERAMO. Il tempo di Pietro Bozzelli alla guida della Team è scaduto con quasi un anno e mezzo di anticipo rispetto alla fine naturale del suo mandato. Lo stabilisce il decreto di revoca dell’incarico firmato ieri mattina dal sindaco Gianguido D’Alberto. «Giusta causa» è la motivazione indicata dal primo cittadino per il provvedimento che decapita la società di cui il Comune è azionista di riferimento e alla quale è affidata una serie di servizi, tra cui spicca la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. Non si tratterebbe, dunque, di una scelta politica dovuta al venir meno del rapporto fiduciario tra il presidente e il sindaco, da cui dipende la sua designazione.
Bozzelli era stato nominato per due volte dall’allora primo cittadino Maurizio Brucchi e di fatto non è mai stato in sintonia con D’Alberto. Le divergenze sono state amplificate di recente dal serrato confronto sugli oltre tre milioni di crediti vantati dalla società nei confronti del Comune e dai conti presentati all’ente per la gestione della raccolta differenziata. Il riferimento alla «giusta causa» esprime l’esistenza, secondo il sindaco, di elementi oggetti a supporto della revoca. Il provvedimento elenca circostanze dalle quali si evincerebbe «scarsa capacità gestionale di Bozzelli, nonché scorrettezza nei confronti degli organi societari oltre che del socio Comune di Teramo». Sono citati anche i rilievi mossi dal collegio dei revisori dei conti sulle spese per consulenze legali e transazioni seguite a contenziosi con dipendenti licenziati, che D’Alberto ha più volte contestato, nonché sull’esborso di 130mila euro per buoni pasto per il quale va verificata la procedura di attivazione del servizio tramite gara pubblica. Nel decreto viene rilevato inoltre «il contegno scarsamente collaborativo se non addirittura intollerante, nei confronti della nuova amministrazione comunale da parte del presidente», di cui viene evidenziata anche la «ritrosia nel soddisfare l’esigenza di completa conoscenza della gestione societaria» che sarebbe ravvisabile, secondo il primo cittadino, «nella frequente incompletezza dei dati e atti trasmessi, colmata solo in alcuni casi, dopo ulteriori richieste». Bozzelli, in pratica, «ha dimostrato, in diverse occasioni, di non avere piena consapevolezza della natura giuridica della società che è stato chiamato ad amministrare e del suo regime giuridico, nonché del ruolo svolto dal Comune di Teramo, che ebbe a costituirla per commissionarle la gestione di importanti servizi pubblici locali che tuttora le affida, pur in una situazione di estrema precarietà, a seguito della mancata individuazione del socio privato».
Oltre a quanto riportato nel decreto, il Comune in una nota definisce la decisione «non semplice, opportunamente valutata e anche dolorosa», ma dettata dalla «improrogabile urgenza di individuare una nuova governance che, in adesione agli indirizzi indicati dall'amministrazione, sappia sviluppare una decisa attività di rilancio e riqualificazione, dando nuova efficacia alla operatività dell'azienda, certezze occupazionali per i dipendenti e chiarezza nella gestione tecnico-amministrativa».
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