Team, scontro sul conflitto d’interessi

Per la minoranza il sindaco è incompatibile perché la moglie lavora nella società. Brucchi ribatte: «Il tribunale dice di no»
TERAMO. Tensione altissima in consiglio comunale per il riassetto delle società partecipate con la discussione sulla relazione che il sindaco Maurizio Brucchi invierà alla Corte di conti per illustrare l’orientamento del Comune in merito alle partecipate. Ma è sulla Team che si arroventa il confronto tra maggioranza e opposizione, a iniziare dalla questione pregiudiziale posta da Maria Cristina Marroni: il conflitto d'interessi del sindaco Brucchi, in quanto la moglie è dipendente della Team, che gli impedirebbe di partecipare al dibatto e al voto su qualunque argomento inerente la società. Brucchi, dal canto suo, fa leva su una sentenza del tribunale di Teramo che nega l’incompatibilità e così resta al suo posto. Ne deriva uno scontro verbale molto acceso, che coinvolge anche il presidente del consiglio Milton Di Sabatino, al termine del quale la questione pregiudiziale è respinta dalla maggioranza quasi compatta. Fuori dal coro resta Alfonso Di Sabatino Martina che, con la sua astensione, esprime il «ragionevole dubbio» che la pregiudiziale non sia infondata. Per l’ex vicesindaco la relazione stilata da Brucchi non è convincente, ritenendola il frutto delle «limitate capacità» del sindaco a sviscerare materie economiche e societarie. Una delle lacune più vistose, a suo dire, riguarda proprio la Team. Nel documento si annuncia lo scorporo dei servizi museali e di pulizia immobili che, in base a recenti norme, non possono più essere gestiti dalla società: per Di Sabatino è un’affermazione insufficiente, priva di contenuti operativi.
Sullo stesso punto batte anche il Pd. Manola Di Pasquale parla di «atto zoppo» e accusa l'amministrazione di aver adottato nel 2009 le scelte che oggi impongono di togliere alla Team alcuni servizi mandando a casa quaranta operatori. A rafforzare il concetto è il capogruppo Pd Gianguido D'Alberto, secondo cui la delibera non chiarisce le scelte future relative le attività di altre partecipate come il Cope, il consorzio che si occupa di progetti europei. Anche gli altri gruppi di minoranza insistono sulla Team. Per Gianluca Pomante non è deciso, come invece si legge nella relazione, che il consiglio abbia scelto di conservare la partecipazione in questa società rinunciando alla quota azionaria del Mote, il consorzio dei comuni che si occupa di rifiuti. Fabio Berardini del M5S chiede spiegazioni sul fatto che alla Team, oltre all’igiene urbana, rimarranno cura del verde e segnaletica stradale.
Dalla maggioranza arrivano sollecitazioni di tono diverso. Per Angelo Puglia (Al centro per Teramo) è indispensabile l'apertura di un tavolo politico che analizzi il piano industriale della Team il cui varo è annunciato nella relazione. Raimondo Micheli (Fratelli d’Italia) evidenzia che gli operatori dei servizi museali e di pulizia immobili non vanno allontanati dalla società mista. Franco Fracassa (Futuro in) sposta invece il tiro sul Ruzzo, di cui il Comune ha l’11% del capitale, sottolineando che tra il 2012 e 2013 ha raddoppiato i debiti pur conservando la stessa situazione patrimoniale. La replica di Brucchi è incandescente. Il sindaco ricorda che nel 2001 l’amministrazione di centrosinistra affidò i servizi alla Team per nove anni senza appalto. Aggiunge che la delibera approvata dalla maggioranza nel 2010 sul prolungamento dell’incarico è stata ritenuta legittima dall’agenzia di vigilanza sulla concorrenza e chiarisce che, in base allo statuto della società, il partner privato non potrebbe essere cambiato prima del 2050 e l’operazione è possibile solo ora perché la quota dell’Enertech è sotto custodia giudiziaria.
Gennaro Della Monica

