Team, si indaga su appalti e affidamenti

10 Gennaio 2019

La Procura apre un fascicolo dopo alcuni esposti. I carabinieri nella sede della municipalizzata per acquisire documenti

TERAMO. È la prima fase di un’inchiesta sicuramente complessa. Perché tale si delinea quella aperta dal sostituto procuratore Davide Rosati sulla Team, l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il fascicolo, per ora a carico di ignoti e con ipotesi di reato ancora da definire, nasce da una serie di esposti che segnalano presunte irregolarità in appalti e affidamenti diretti. E di tutta questa documentazione il pm ha disposto l’acquisizione delegando a questo i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale che ieri mattina si sono presentati nella sede dell’azienda. Il voluminoso incartamento riguarda, in particolare, appalti e affidamenti degli ultimi anni con riferimento soprattutto ad alcuni. Dopo l’acquisizione di ieri mattina non è escluso che altre deleghe vengano firmate già nelle prossime ore. Così come è ipotizzabile che, una volta conclusa tutta la presa in carico della documentazione, la Procura decida di disporre una consulenza con quesiti ben precisi. Cosa che potrebbe essere fatta già entro breve. La notizia dell’inchiesta arriva dopo che la Team è finita alla ribalta della cronaca per questioni legate al mancato ritiro della spazzatura nei giorni dell’allerta neve con il primo cittadino Gianguido D’Alberto intervenuto con una diffida alla società.
E i nodi da sciogliere sul futuro della Teramo Ambiente sono numerosi e delicati. Non solo il rapporto debiti-crediti tra Comune e società partecipata, vicenda che come annunciato proprio nei mesi scorsi dal primo cittadino dovrà essere approfondita da un apposito tavolo tecnico-istituzionale, ma soprattutto quello sulla natura della società, stretta tra la nuova normativa regionale sui rifiuti, che ha istituito l'Agir (l’Autorità gestione integrata rifiuti istituita dalla Regione così come prevedono le recenti normative) e la procedura di curatela fallimentare che interessa il socio privato.
Nei mesi scorsi, a questo proposito , è circolata la notizia della presenza di un imprenditore locale interessato a rilevare le quote della Enertech, appunto il socio privato, a suo tempo coinvolto in un’inchiesta della Procura di Catanzaro che proprio nell’ambito del fascicolo aveva disposto il sequestro di quote poi affidate dalla stessa autorità giudiziaria alla curatela fallimentare nel frattempo nominata dal tribunale di Venezia, città in cui ha sede la Enertech.
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