Team tutta pubblica? Minoranza all’attacco sulla gaffe di Bozzelli

1 Febbraio 2015

Non sono piaciute le parole del nuovo presidente che ha anticipato una scelta che spetta al consiglio Di Pasquale: «Irregolarità da sanare?». Pomante: «Il sindaco salva i posti di lavoro, moglie compresa»

TERAMO. Non è riuscito nemmeno a scaldare i motori il nuovo Cda “tecnico” nominato dal sindaco Maurizio Brucchi che già si ritrova a nel mirino delle opposizioni che chiedono chiarezza sulla trasformazione della Team in una società totalmente pubblica. Un’operazione sulla quale adesso diversi consiglieri gettano non poche ombre dopo aver mal digerito una dichiarazione resa dal presidente Pietro Bozzelli davanti alle telecamere di Tv6.

Davanti ai microfoni Bozzelli ha lasciato intuire come la strada per una Team totalmente pubblica sia di fatto spianata, pur non avendo ancora ricevuto l’ok dal consiglio comunale chiamato il 12 febbraio a deliberare in merito. Bozzelli non è uomo che ha confidenza con le telecamere, ma i consiglieri non hanno perdonato la dichiarazione affrettata. Le prime stoccate sono arrivate dal consigliere del Pd Manola Di Pasquale che si interroga se questa operazione sia finalizzata a ridurre il costo del servizio e quindi le tariffe o piuttosto a sanare alcune irregolarità in riferimento alla gestione dei servizi del comune di Teramo resi dalla municipalizzata. E poi ancora: «Come fa Bozzelli a parlare di una nuova gestione di tipo privato per efficientare la Team e poi dire che deve essere tutta pubblica?». Non è chiara per il consigliere la ragione per cui da una parte il sindaco intende liberarsi dal socio privato, mentre dall’altra per la gestione dei rifiuti a Giulianova in capo alla Team sia stata costituita una società che prevede come partner privato la Diodoro Ecologia srl. «Si tratta di una società consortile, la Eco.Te.Di, con la quale Team gestirà i rifiuti con la Diodoro. Ma perché questa trasformazione quando era già in essere un’associazione temporanea d’impresa? E perché», prosegue la Di Pasquale «la Team ha nominato quale presidente del Cda della nuova società Luca Ranalli, che è l’amministratore delegato della Team di nomina del socio privato, di cui dovremmo liberarci per rendere la Team tutta pubblica? Bozzelli, altro componente del Cda a Giulianova, ha compreso che la Team tutta pubblica perde i connotati di società di capitali e si deve liberare di ogni socio privato trasformandosi in ente strumentale del Comune?».

Le contestazioni di Manola Di Pasquale hanno trovato la replica del consigliere comunale Domenico Narcisi, della lista civica “Insieme per Te” che ha espresso l’indicazione di Bozzelli nel Cda della Team. «E’ strano che la Di Pasquale ignori che la società consortile fu costituita per volere del suo collega del Pd, il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, che riteneva in questo modo di poter salvaguardare il posto di lavoro di circa 40 operatori della Rieco, la società che gestiva il servizio in precedenza. Per quel che riguarda il Cda della società consortile», aggiunge Narcisi, «è stato il partner privato a chiedere a Ranalli di fare da amministratore delegato per un atto di cortesia verso la Team».

Anche Gianluca Pomante prende posizione ritenendo evidente che Brucchi ha a cuore la trasformazione della Team in società in house, per procedere all'affidamento diretto degli appalti in scadenza e blindare, in tal modo, i posti di lavoro («incluso quello della consorte»). Una scelta obbligata, secondo Pomante ,anche a causa del «costo dei servizi, nettamente superiore a quello di realtà analoghe a quella teramana, che escluderebbe impietosamente la Team da qualsiasi gara d'appalto, determinandone la messa in liquidazione». L'ultima stoccata arriva dalla consigliera del gruppo civico Cristina Marroni in merito al taglio del 10% delle indennità dei membri del Cda: «Nessun atto nobile, da un’analisi dei costi era emerso che l'indennità eccedeva di oltre 7mila euro annui il compenso limite legislativamente previsto».

Marianna De Troia

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