Team, tutti d’accordo: «Così non funziona più va cambiata e rilanciata»

9 Giugno 2018

Dibattito su Rete 8 tra i candidati sindaco: nuova gestione per la società Prioritarie sono anche la ricostruzione e le risorse per i servizi sociali  

LA TEAM. Su un punto i candidati sono tutti d’accordo: la Team, così com’è stata concepita e ha funzionato finora nella gestione della raccolta dei rifiuti “porta a porta”, non va. Servono cambiamenti anche radicali, ma nel merito le strategie degli aspiranti primi cittadini divergono. «Non ho mai creduto nelle società a capitale misto», afferma Alberto Covelli, «la Team deve avere una natura unica: pubblica o privata». Per Gianguido D’Alberto «i problemi di oggi della partecipata nascono dalla scelta scellerata fatta nel 2010 di prolungarle l’affidamento dei servizi in modo illegittimo: questo stato di precarietà va superato con un’iniziativa complessiva di revisione dell’organizzazione societaria e delle proprie attività». Paola Cardelli fa notare che i suoi avversari hanno cambiato idea sulla Team. «Fino a poco tempo fa la consideravano un gioiello, ora un problema», precisa, «ma la situazione è disastrosa da tempo e peggiorerà con l’istituzione dell’agenzia regionale dei rifiuti che farà decadere subito il nuovo contratto per il riaffidamento del porta a porta». Sulla nascita del nuovo soggetto che gestirà il ciclo dei rifiuti in Abruzzo si sofferma anche Mauro Di Dalmazio. «Per la Team può essere una grande opportunità o un disastro», osserva, «se non sarà nelle condizioni di giocare la partita per il gestore unico non avrà futuro: in ogni caso va costruito il rapporto istituzionale tra la società e il Comune che finora non c’è stato». A detta di Giovanni Cavallari la società è «una risorsa fantastica svilita da una gestione partitica e piegata agli interessi personali». Per rilanciarla, dunque, sono necessari «interventi energici sia gestionali che societari per migliorare il servizio».
LA TERCOOP. Una soluzione va trovata anche per i 26 soci lavoratori della coop che gestisce i parcheggi a pagamento. Con il bando per il riaffidamento del servizio, che prevede l’introduzione dei parcometri, rischiano il posto tutti o la maggior parte di loro. Anche su questo problema, però, i candidati evidenziano approcci diversi. «C’è una gara in corso per i parcheggi e non se ne dovrebbe parlare per rispetto della procedura», fa notare Covelli, «la vicenda della cooperativa va distinta da quella dei lavori». Nei confronti di questi ultimi il candidato esprime la massima solidarietà. «Se la Tercoop non si aggiudicherà la gara», conclude, «esistono margini per impiegare il personale in altri servizi». D’Alberto parte dal «mea culpa» per non aver risolto il problema della gestione delle “strisce blu” associato al futuro della cooperativa. «Le responsabilità maggiori sono della passata amministrazione e della maggioranza che l’ha sostenuta», tiene a precisare, «nella nostra agenda politica c’è la salvaguardia della cooperativa sociale». Secondo Paola Cardelli, però, chi ha fatto cadere l’amministrazione a dicembre «non ha voluto aspettare i 15 giorni necessari per predisporre un bando che consentisse alla Tercoop quanto meno di partecipare alla gara». Nelle condizioni attuali, invece, la coop rischia di rimanere fuori dalla corsa per la gestione delle “strisce blu” e i suoi soci «si ritroveranno tra i tanti disoccupati per i quali non si potrà fare nulla. Secondo Cardelli, dunque, tra le priorità della prossima amministrazione deve rientrare il riesame della proposta della Tercoop per la gestione di servizi pubblici che, nella passata consiliatura, aveva trovato l’avallo delle commissioni politiche. Di Dalmazio, comunque, sottolinea l’attenzione a non scadere nella demagogia. «Il procedimento sui parcheggi è in corso e la Tercoop ha tutto il diritto di presentare ricorsi o avviare altre azione legali se lo ritiene illegittimo», fa notare, «è doveroso invece valutare la possibilità di servizi aggiuntivi in cui impegnare il personale in esubero dalla gestione delle aree di sosta a pagamento». Le responsabilità pregresse per la mancata soluzione sulla gestione dei parcheggi, affidati in proroga alla cooperativa sociale da oltre se anni, sono richiamate anche da Cavallari. «Il bando deve andare avanti e la Tercoop può presentare ricorso», afferma, «ma resterà comunque l’opportunità di ricollocare i soci lavoratori».
IL SOCIALE. Connessa al futuro della cooperativa che si occupa delle “strisce blu” e rischia di morire lasciando a piedi i propri operatori appartenenti a categorie svantaggiate è anche la questione dei servizi sociali. A cominciare dal ripristino delle 21 ore di assistenza scolastica ai disabili che, per effetto delle ristrettezze di bilancio, sono state di fatto dimezzate. L’impegno dei candidati sarà proteso verso il raggiungimento di questo obiettivo, ma resta il problema del reperimento delle risorse. «Anziani e bambini meritano la massima attenzione», osserva Covelli, «e per questo fare ogni sforzo che permetta di trovare le necessarie coperture economiche». D’Alberto comunque tiene a precisare che i tagli imposti dal commissario Luigi Pizzi sono la conseguenza della gestione dei conti sballata da parte dell’amministrazione di centrodestra a cui il prefetto è subentrato a inizio dicembre. «Bisogna avviare azioni di bilancio per ridurre i costi improduttivi», afferma, «e finanziare gli interventi per il sociale». Il candidato cita anche la necessità di riaprire le graduatorie per l’assegnazione degli alloggi pubblici e su questo argomento batte anche Paola Cardelli. «Le palazzine di via Longo coinvolte nel progetto naufragato di housing sociale», spiega, «devono ripassare dall’Ater al Comune, riqualificate e utilizzate per far fronte all’emergenza abitativa». Di Dalmazio dedica un’attenzione specifica a progetti di «accessibilità e inclusività della città». Secondo lui i limiti economici per i servizi sociali e culturali si possono superare attirando anche investimenti privati e puntando su «una visione complessiva e trasversale che abbracci tutti i settori dell’attività amministrativa». Anche Cavallari sottolinea i problemi di bilancio che hanno determinato la contrazione dell’assistenza scolastica. «Serve una nuova programmazione che consenta di individuare risorse», afferma, «per riportare a 21 ore e anche di più il sostegno agli studenti disabili».
LA RICOSTRUZIONE. Trasversale è anche la spinta a rendere più rapide le procedure per ripristinare case ed edifici pubblici resi inagibili dal sisma. Covelli associa quest’emergenza alla necessità di manutenzioni e decoro urbano. Per D’Alberto è necessario un «piano serio» per la ricostruzione che attribuisca un ruolo di stimolo alla futura amministrazione, mentre a detta di Paola Cardelli sono indispensabili convenzioni con Ater e ufficio speciale della Regione che renda più celere lo smaltimento delle pratiche. L’urgenza di una «spinta collettiva» è richiamata da Di Dalmazio per avviare un processo di «rigenerazione urbana» che rimetta la città al centro della rete provinciale e regionale.
LE ALLEANZE. Il voto di domani probabilmente non basterà a decretare il vincitore. Servirà il ballottaggio ma al momento nessuno dei candidati sindaco si scopre su possibili apparentamenti o intese di programma per ottenere la maggioranza in consiglio. «Se qualcuno vuole sostenermi, sono pronto ad accoglierlo», ironizza Co velli, «nel caso malaugurato che non vada al ballottaggio, valuterò la situazione». Le altre proposte sono talmente diverse dalla sua, secondo Paola Cardelli, da rendere impossibile accordi. D’Alberto sottolinea che il suo progetto è in discontinuità netta con il centrodestra, ma nasce autonomo anche rispetto a quello di Cavallari che sottolinea il pieno valore civico dell’esperienza avviata. Lo stesso fa Di Dalmazio che esclude qualunque forma d’intesa con i rivali.
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