Teatro da 21 anni fuorilegge «E rischia di non riaprire»

2 Agosto 2014

Teramo 3.0 e la consigliera Marroni: ancora non c’è il certificato antincendio I lavori di adeguamento non iniziano ma il sindaco rassicura: ce la faremo

TERAMO. Il Comunale «fuorilegge da 21 anni» e stagione teatrale a rischio dopo lo stop della pausa estiva. Il j’accuse è di quelli pesanti e chiama in causa proprietà (Comune), gestione (la ditta Smeraldo/Spinozzi) e chi – il sindaco Brucchi – avrebbe messo a rischio l’incolumità dei cittadini tenendo aperto il teatro cittadino a colpi d’ordinanze senza la certificazione di prevenzione incendi (Cpi). Tutto irregolare secondo l’associazione Teramo 3.0 che ieri ha puntato i riflettori sull’affaire del teatro con una ricostruzione “scientifica” di atti e documenti ottenuti grazie ad un accesso agli atti ai vigili del fuoco.

LA RICOSTRUZIONE. In base al fascicolo, l’ultimo documento che attesta il possesso del certificato risalirebbe al 25 maggio 1993. «Com’è possibile che la Smeraldo/Spinozzi abbia effettuato attività nel teatro, in violazione della legge e mettendo in pericolo la sicurezza degli spettatori e di chi lavora al Comunale?», è la domanda posta da Mauro Baiocco ed Enrico Melozzi di Teramo 3.0 insieme alla consigliera comunale Maria Cristina Marroni (“Finalmente Pomante”). Ancora, nel 2008 il bando per l’affidamento della struttura poneva la Cpi a carico del gestore eppure, 2 anni dopo, una determina comunale sposta questa competenza alla proprietà, cioè al Comune stesso. «Alla fine i lavori non li ha fatti nessuno», attacca il movimento civico, «ecco perché nessuno ha partecipato al bando, i costi sarebbero stati altissimi». La successiva convenzione con il gestore cambia di nuovo le carte e dà al Comune il solo onere di produrre il Cpi. Si arriva a maggio di quest’anno, quando il teatro viene chiuso per l’assenza del certificato antincendi e il sindaco interviene con 17 ordinanze per riaprire la struttura in occasione dei saggi. Nel frattempo le “Segnalazioni certificative d’inizio attività” della società Smeraldo vengono rigettate due volte (l’ultima il 22 luglio) dai vigili del fuoco per carenza nella documentazione relativa agli interventi di messa a norma da realizzare. Lavori che dovrebbero essere effettuati quest’estate, anche se i dubbi di Teramo 3.0 sono forti, tanto sui tempi che sui costi: «Potrebbero aggirarsi intorno ai 200mila euro, chi li sosterrà?», dicono Melozzi e Baiocco.

LE RASSICURAZIONI. In questo senso rassicurazioni arrivano sia dal sindaco Brucchi che da uno dei titolari del concessionario, Giuliano Spinozzi. «Salvo intoppi», spiega Spinozzi , «non ci saranno problemi per la stagione ad ottobre. Ma la competenza dei lavori è del Comune». «I nostri uffici sono a lavoro e la documentazione richiesta dai vigili del fuoco sarà integrata», aggiunge Brucchi, «dunque non c’è nessun allarme. Si tratta di normali interventi di adeguamento alle norme antincendio che cambiano ogni anno. Abbiamo già cambiato le poltrone e le tende, l’unico problema da mettere a posto è quello delle pompe antincendio ma a settembre sarà tutto in regola».

ESPOSTO ALLA PROCURA. Intanto sull’intera vicenda Teramo 3.0 chiede la revoca del contratto di gestione e annuncia un esposto in Procura. «Questa è una città con due giustizie», attacca Baiocco, «per la nostra occupazione dell’ex Oviesse abbiamo subito uno sgombero in “stile nazista” e c’è una richiesta di rinvio a giudizio. Vogliamo che su questi vent’anni di illegalità ci si muova con la stessa forza».

Fabio Marini

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