Teatro, il gestore chiede la ricostruzione ex novo

22 Febbraio 2022

Acs: «Una semplice ristrutturazione non risolverebbe i problemi logistici» Il Comune pensa alla demolizione ma deve trovare una struttura provvisoria

TERAMO. Ristrutturazione radicale o abbattimento e ricostruzione ex novo del teatro? La presentazione della stagione di prosa di Acs Abruzzo Circuito Spettacolo (vedi articolo in Cultura), gestore del Comunale, ha riacceso l’interrogativo sul teatro cittadino. Il Comune, proprietario dell’immobile, valuta quale sia la migliore soluzione, forte dei nove milioni ottenuti dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, fondi del bando governativo per la rigenerazione urbana. Intervenuto ieri in teatro alla presentazione del cartellone, il sindaco Gianguido D’Alberto ha sottolineato come non fosse scontato ripartire con la stagione di prosa, aggiungendo che «il Comunale è il punto di ripartenza, da riqualificare coi fondi Pnrr per avere un nuovo teatro». Il Comunale è un fulcro culturale per la comunità teramana, «non è solo un immobile da gestire», ha detto il primo cittadino, che ha alleggerito il tema del contenzioso tra Comune e Acs: «Una situazione ancora aperta che però riguarda le precedenti gestioni. Ora si è aperto un nuovo dialogo».
L’associazione si è presentata con una rinnovata guida artistica, con la presidenza sempre in capo a Stefano Scipioni, nel cda con i consiglieri Manuel Aceto e Amelia Gattone. Scipioni e Acs sono per l’abbattimento e ricostruzione del teatro, ma in questo caso il Comune dovrebbe trovare una soluzione ponte per ospitare lo spettacolo dal vivo. Ci si sta pensando, spiega l’assessore alla cultura Andrea Core, assicurando che il trasloco riguarderebbe solo due stagioni teatrali. La ristrutturazione invece non risolverebbe i problemi, precisa Scipioni: «La maggiore criticità è il palcoscenico al primo piano, con un montacarichi troppo piccolo che costringe le compagnie a portare a piedi per le scale le scenografie». Il teatro ricostruito ex novo avrebbe il palcoscenico a pianterreno, un dietro le quinte più ampio e quindi non più spettacoli con scene ridotte, e la buca per l’orchestra.
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