Teatro, no alla rateizzazione del canone

21 Maggio 2019

Il consigliere Verna: «Per l’ufficio legale del Comune il piano presentato da Acs è inammissibile»

TERAMO. L’ufficio legale del Comune boccia il piano di rateizzazione del canone per il teatro. A rivelarlo è il consigliere comunale Maurzio Verna che fa riferimento a una determina dirigenziale che gela la proposta avanzata un paio di mesi dall’Acs, la società che gestisce la struttura di proprietà dell’ente. «L’avvocatura ha ritenuto inammissibile la rateizzazione per il pagamento dell’affitto arretrato del teatro», spiega l’ex Pd rimasto nelle file della maggioranza, «per un ammontare complessivo di 79mila euro».
L’Acs a inizio marzo ha proposto al Comune di saldare la somma dovuta tramite il versamento di quattro rate entro la fine dell’anno. L’accoglimento di questa soluzione avrebbe evitato la richiesta di un decreto ingiuntivo da parte dell’amministrazione cittadina, ma non avrebbe sciolto del tutto i nodi nel rapporto tra il gestore e l’ente. Verna, che per conto del Comune siede nel consiglio di amministrazione della Riccitelli, chiede dunque all’amministrazione di fissare scadenze precise. «Quanto durerà ancora questa storia?», domanda, «sto cercando di capire con gli uffici comunali come si procederà per non incorrere in un danno erariale». L’estrema conseguenza dell’insolvenza da parte di Acs sarebbe la rescissione del contratto di affidamento in gestione del teatro. Immediata la replica del gestore. «Non c’è nessun motivo di parlare di danno erariale», afferma, «l’interesse di tutti, in primis di Acs, è di continuare promozione e diffusione culturale per la città attraverso le tante e varie attività del teatro, un luogo che negli ultimi due anni è stato cuore di una vera e propria rinascita culturale». Il gestore precisa, inoltre, che «la somma da versare a saldo della seconda annualità è di 29mila euro e questo importo, per regolamento comunale, non necessiterebbe di garanzia fidejussoria». (g.d.m.)
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