Teatro romano, all’esame le osservazioni

Oggi vanno in commissione lavori pubblici. La Soprintendenza contesta gli spazi di servizio
TERAMO. È in programma per oggi il primo passaggio istituzionale del progetto di recupero del teatro romano. Alle 9 si riunirà al Parco della scienza la commissione lavori pubblici del Comune chiamata a valutare la delibera relativa all’intervento che la settimana prossima approderà in consiglio. L’organismo presieduto da Francesca Chiara Di Timoteo esaminerà la proposta elaborata dall’architetto palermitano Girolamo Bellomo e dai suoi collaboratori sulla base dello studio di fattibilità stilato da Giovanni Carbonara e approvato in aula nel 2010. Al provvedimento saranno allegate anche le osservazioni ritenute ammissibili dagli uffici tra quelle presentate dalla Soprintendenza ai beni archeologici, da ordini professionali e da associazioni. Le proposte di modifica accolte faranno parte integrante della delibera che, dopo il via libera in consiglio, farà da guida a Bellomo per l’elaborazione del progetto definitivo.
Uno dei principali elementi finiti sotto la lente della Soprintendenza è allestimento degli spazi di servizio all’arena da 600 posti che sarà ricavata con l’abbattimento di casa Salvoni e palazzo Adamoli. L’apertura di vani sotto la media cavea da destinare a caffetteria, bookshop, locali di servizio e una zona museale non ha convinto gli archeologi. È stata prospettata dunque la possibilità di preservare l’area occupata dai resti di epoca imperiale, realizzando gli spazi di servizio in un piccolo edificio su tre piani, di proprietà del Comune, che affaccia su via Paris. Altra questione da definire riguarda la copertura. La Soprintendenza, oltre al rivestimento delle delicate gessareniti con una pellicola trasparente, ha fatto rilevare la necessità di un’ulteriore protezione dei resti con l’installazione di una struttura leggera sul modello dell’antico velarium. (g.d.m.)
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