«Teatro romano, basta ritardi»

Teramo Nostra accusa: i soldi per il recupero ci sono, manca la volontà di Brucchi
TERAMO. «Teatro romano, lungaggini inammissibili e un unico responsabile»: il sindaco Maurizio Brucchi. E’ un vero e proprio atto d’accusa quello che l’associazione Teramo Nostra rivolge in una nota diffusa alla stampa per denunciare la fase di stallo dei lavori di riqualificazione dell’anfiteatro romano di via Paris. Piero Chiarini e Sandro Melarangelo, rispettivamente presidente e direttore artistico di Teramo Nostra, ricordano come grazie all’impegno del leder radicale MarcoPannella, e al ministro Dario Franceschini, Teramo è riuscita ad aggiudicarsi1milione e 500mila euro per l’intervento di recupero. Stessa cifra è stata stanziata dalla Fondazione Tercas che, sommata a ulteriori 385 mila euro della Regione, costituiscono per Teramo Nostra un bel tesoretto di oltre 3milioni di euro sufficiente all’avvio dei lavori. «Invece», scrivono i due, «al di là delle strombazzature salvifiche, ci si trova ancora con due edifici integri e a rischio crollo a sovrastare i resti». Nel 2009 casa Salvoni venne dichiarata inagibile e quindi fatta sgomberare. Nel 2016 i vigili del fuoco ne hanno riconfermato l'inagibilità e il pericolo per i passanti e i fabbricati vicini.
«Eppure c’è un'ingente somma a disposizione» dicono gli esponenti di Teramo Nostra, «ma manca la volontà del sindaco, che invece di dare il via ai lavori, ne ritarda l'inizio con scuse inammissibili. Senza l'abbattimento dei due caseggiati non è possibile la fruizione della cavea del Teatro romano e, al tempo stesso, non viene eliminato il rischio di crolli e di possibili tragedie».(m.d.t)
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