Teatro romano e Comunale: ecco il via libera ai due progetti

10 Luglio 2023

Il 25 luglio scadrà il termine di affidamento degli incarichi ai tecnici per i lavori di recupero  Investimento da oltre 20 milioni. D’Alberto: «Cantieri aperti tra fine anno e l’inizio del 2024»

TERAMO . Sarà il giorno dei due teatri. Coincidono, in piena estate, le scadenze per gli interventi di recupero del Comunale e dell’area con i resti epoca romana in via Paris. Il 25 luglio, tra poco più di due settimane, si chiuderanno infatti i termini per l’affidamento degli incarichi di progettazione e realizzazione dei lavori di entrambi gli interventi. In tutte e due i casi si tratta di appalti integrati, che prevedono un meccanismo semplificato rispetto a quello ordinario per l’avvio dei cantieri, anche se le due grandi opere partono da situazioni diverse. Per il Comunale c’è uno studio di fattibilità stilato dal gruppo “Quattroassociati” dell’architetto milanese Michele Reginaldi, mentre per il teatro romano si tratta di varare il progetto definitivo dell’intervento, messo a punto dall’architetto palermitano Girolamo Bellomo e già avviato con l’abbattimento del moncone di palazzo Adamoli e di casa Salvoni, per allestire un’arena da 600 posti. Differenti sono anche i canali di finanziamento con le relative scadenze successive.
L’area archeologica dispone di 9,5 milioni di euro reperiti tramite il Cis (Contratto integrato di sviluppo), oltre alla somma già investita nella prima parte dei lavori, che porta il totale della spesa a 11,7 milioni, è non ha un termine perentorio per il recupero. Entro giugno 2026 invece il Comune dovrà rendicontare l’utilizzo dei 10,7 milioni per la riqualificazione del teatro comunale, rispettando i tempi fissati dal Pnrr da cui provengono i fondi. I percorsi dei due interventi non saranno perfettamente simmetrici, anche perché sul recupero dei resti di epoca imperiale l’amministrazione cittadina dovrà continuare a confrontarsi con la soprintendenza, ma al di là della coincidenza dei termini per la presentazione delle proposte progettuali la fase di avvio sarà la stessa. «I progetti andranno riconsegnati entro 90 giorni dall’affidamento degli incarichi», evidenzia il sindaco Gianguido D’Alberto, «questo vuol dire che per fine anno, al massimo l’inizio de 2024, saremo in grado di far partire i cantieri». Per il primo cittadino si tratta di un «obiettivo ambizioso» che farà da spartiacque per due opere dal forte significato anche simbolico. «Teramo sarà la città dei due teatri, recuperando spazi culturali identitari», tiene a sottolineare D’Alberto, «secondo una visione del capoluogo definita nel precedente mandato amministrativo e che concretizzeremo in quello attuale». Il sindaco pone in risalto anche un altro aspetto che accomuna i due interventi. «Sono il frutto di un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini e associazioni», rileva, «nella pianificazione di iniziative che segnano la rinascita di Teramo».
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