«Teatro romano, espropri subito»

Li sollecita la soprintendente per avviare il recupero. Sopralluogo con Vacca
TERAMO . Per il recupero del teatro romano è prioritario l’abbattimento di casa Salvoni e della parte ancora in piedi di palazzo Adamoli. È quanto ribadito dalla soprintendente regionale ai beni archeologici Rosaria Mencarelli nel corso del sopralluogo nell’area archeologici con il sottosegretario alla Cultura Gianluca Vacca e al sindaco Gianguido D’Alberto. La visita in città del rappresentante del governo è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di monumenti e spazi destinati alle attività culturali. Così l’attenzione è stata concentrata in particolare sul teatro romano, per il quale è attesa a giorni la riconsegna in Comune del progetto preliminare di recupero. «Serve un intervento garbato, che eviti strutture pesanti», ha tenuto a precisare la soprintendente, «ma che abbia anche uno scopo conservativo». La delicatezza delle antiche pietre, facilmente soggette allo sgretolamento prodotto da inquinanti e agenti atmosferici, comporterà l’esigenza di proteggere i resti di epoca imperiale. Questo sarà, dunque, uno degli aspetti centrali da dirimere nella stesura del progetto esecutivo sulla base della soluzione sarà presentata a breve dallo studio palermitano Bellomo che a suo tempo è stato incaricato dall’amministrazione cittadina. Resta però un passaggio preliminare imprescindibile alla definizione dell’intervento. «Gli edifici che coprono la cavea vanno espropriati il prima possibile e demoliti», ha evidenziato Mencarelli, «perché bisogna accertare cosa c’è sotto per stabilire cosa realizzare nell’area riportata alla luce». Su questo, oltre che sull’acquisizione del progetto nei tempi previsti, si concentrerà l’impegno del Comune. Saranno dunque riavviate le trattative con i proprietari degli immobili da demolire. «Gli ultimi contatti della precedente amministrazione risalgono al 2013», fa sapere D’Alberto, «ma da quel momento non è stato fatto più nulla». Per Vacca, delegato dal governo per la ricostruzione dei beni culturali, «c’è molto da fare». Durante il sottosegretario ha ribadito l’impegno a uscire dalla fase emergenziale post sisma. «Ci sono luoghi e strutture che vanno recuperati», ha evidenziato, «per dare un segnale di speranza». (g.d.m.)
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