Teatro romano, il M5S critica il progetto

11 Ottobre 2018

I consiglieri comunali pentastellati esprimono dubbi sulla piazza prevista nel piano di recupero  

TERAMO. Restano dubbi al Movimento 5 stelle sul recupero del teatro romano. A manifestarli sono i consiglieri comunali Cristiano Rocchetti e Pina Ciammariconi dopo la seduta della commissione Lavori pubblici in cui sono stati illustrati i tratti essenziali del progetto.
Le perplessità dei grillini riguardano in particolare la piazza che sarà ricavata tra la parte bassa della cavea, da riportare alla luce tramite l’abbattimento di casa Salvoni e della porzione ancora in piedi di palazzo Adamoli, e i resti attualmente visibili del monumento di epoca imperiale. «Le ragioni di tale scelta sono probabilmente da ricercare nella necessità di rifunzionalizzare il sito, inserendovi alcuni spazi sottostanti come caffetteria, bookshop e servizi igienici, e di raccordarlo con Via Paris», affermano i pentastellati, «dalle restituzioni grafiche osservate ci sembra evidente come tale elemento sia di forte impatto e che vada a negare quella continuità visiva da sempre presente nelle cavee di tutti i teatri all’aperto».
I consiglieri grillini fanno rilevare come l’allestimento della piazza aggiunga «alla struttura preesistente in travertino, laterizi e materiali lapidei, una nuovo telaio portante, presumibilmente in cemento armato, francamente eccessivo per dimensioni ed importanza». Rocchetti e Ciammariconi precisano che «non si vuole perseguire un anacronistico restauro filologico, ma le integrazioni necessarie a un ripristino funzionale dell’opera sarebbero dovute essere, a nostro avviso, più dosate».
Ai due rappresentanti in consiglio del Movimento 5 stelle non dispiace, invece, l’inserimento della vasca d’acqua sulla sommità del frontescena, a livello di via Teatro antico, che richiama alle naumachie, le simulazioni di battaglie navali allestite in epoca romana, e «che aggiunge dinamismo all’impianto». Il giudizio sull’intervento prospettato dal progettista Girolamo Bellomo, insomma, non può essere pienamente formulato dai pentastellati. «Se da un lato ci si è indirizzati su una soluzione progettuale più idonea alla fruibilità degli spazi, dall’altro crediamo che ci siano ancora elementi da rivedere», spiegano, «auspichiamo un confronto diretto con la cittadinanza affinché idee e suggerimenti possano essere rapidamente recepiti». Secondo loro, tra l’altro, il progetto avrebbe dovuto essere calibrato sulla «situazione reale del sito», ma per responsabilità riferite dai grillini alle passate amministrazioni questo non è stato possibile per la permanenza prolungata nell’area dei due edifici da demolire e del terrapieno che tutt’ora coprono la gran parte dell’antica struttura. (g.d.m.)
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