Teatro romano, il progetto dovrà essere modificato

5 Dicembre 2018

I tecnici della soprintendenza fissano le prescrizioni sull’intervento di recupero Al vaglio la soluzione per proteggere dallo sgretolamento i blocchi di gessarenite

TERAMO. La soprintendenza detta prescrizioni sul progetto di recupero del teatro romano. Sono emerse nel corso una lunga riunione tecnica in Comune, tenuta ieri mattina. La soluzione progettuale predisposta dallo studio Bellomo di Palermo è stata analizzata nei dettagli da funzionari dell’ente e della soprintendenza regionale che hanno posto una serie di osservazioni relative al riutilizzo del teatro di epoca imperiale come spazio culturale, tramite l’abbattimento di casa Salvoni e della parte ancora in piedi di palazzo Adamoli. L’aspetto più delicato dell’operazione, finanziata da Fondazione Tercas, ministero dei Beni culturali e Regione, per un totale di 4 milioni di euro, riguarda la protezione dei reperti da smog e agenti atmosferici. Gli antichi blocchi di gessarenite, materiale particolarmente friabile, nella proposta di Bellomo saranno rivestiti da una pellicola trasparente che ne eviterà lo sgretolamento. Su questo e su altri aspetti si è soffermata l’attenzione dei tecnici della soprintendenza che hanno posto le osservazioni.
L’amministrazione le illustrerà nei dettagli nelle prossime ore, ma l’incontro di ieri ha comunque segnato un passo significativo nel percorso di adozione definitiva del progetto sul teatro romano. Fatti i necessari aggiustamenti, sulla proposta sarà aperto il confronto con associazioni e cittadini. Nel frattempo, il Comune riprenderà i contatti con i proprietari di casa Salvoni e del moncone di palazzo Adamoli per l’acquisizione propedeutica alla demolizione di entrambe le strutture. Una volta riporta alla luce la cavea bassa, l’antica struttura diventerà un’arena per spettacoli con 600 posti con camminamenti che la attraverseranno, rendendola quotidianamente fruibile dai cittadini. (g.d.m.)
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