Teatro romano, progetto entro due settimane

Si avvicina la scadenza dei termini per il recupero del monumento da utilizzare come arena
TERAMO . Per il recupero del teatro romano si avvicina il momento della verità. Tra due settimane scadrà il termine per la consegna al Comune del progetto definitivo dell’intervento destinato al riutilizzo del sito archeologico come arena per spettacoli da 600 posti. Il sindaco Gianguido D’Alberto non ha dubbi sul fatto che il progettista palermitano Girolamo Bellomo e il suo team di tecnici rispetteranno la tempistica prevista.
«Sono sempre stati rispettosi dei termini», tiene a sottolineare il primo cittadino, «e non c’è motivo di ritenere che non lo saranno anche in questo caso». D’altra parte la scadenza non è puramente indicativa. «Il responsabile del procedimento ha fissato questo termine per la riconsegna del progetto definitivo», fa sapere il sindaco, «dunque è vincolante, a meno di impedimenti oggettivi e imprevedibili».
La versione preliminare dell’elaborato tecnico, tra l’altro, «era già ben strutturata», evidenzia D’Alberto, «ed è stata al centro di un’attività molto intensa con la soprintendenza e la conferenza dei servizi pubblica in cui è stata discussa con la cittadinanza». Da correggere nella stesura definitiva, insomma, non resta molto. Sono due gli aspetti principali, segnalati dalla Sovrintendenza, per i quali il progettista dovrà proporre soluzioni diverse da quelle prospettate. La prima riguarda la copertura dei resti. «Si tratterà più che altro di una protezione», spiega D’Alberto, «la più leggera e meno impattante possibile». L’idea resta quella di allestire una struttura che si richiami al velarium, un tendone utilizzato in epoca romana per riparare il pubblico sugli spalti. Sarebbe così risolta la questione che più di tutte le altre ha scatenato polemiche negli anni scorsi, quando era stata ipotizzata la realizzazione di una copertura pesante in vetro e acciaio che avrebbe ingabbiato il teatro romano. Bellomo dovrà anche fornire indicazioni più dettagliate, rispetto al progetto preliminare, sulla tecnica di restauro del sito archeologico.
Va chiarito, inoltre, dove allestire i locali di servizio necessari al riutilizzo dell’area per spettacoli. Rimane da definire anche la procedura per l’acquisizione di casa Salvoni e della porzione ancora in piedi di palazzo Adamoli. Anche su questo il sindaco si mostra ottimista. «Il numero dei proprietari che aderiscono alla proposta di cessione concordata sta aumentando», conclude il primo cittadino, «evitando gli espropri cerchiamo di dare una spinta finale alla chiusura del progetto». (g.d.m.)
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