Teatro romano, tutti dicono sì al progetto

29 Marzo 2019

Approvato all’unanimità lo studio dell’architetto Bellomo. Qualche polemica solo sui fondi non versati dalla Regione

TERAMO . Tutti d’accordo sul recupero del teatro romano. Il progetto preliminare elaborato dall’architetto palermitano Girolamo Bellomo è stato approvato all’unanimità dal consiglio comunale con l’aggiunta delle osservazioni proposte da Soprintendenza archeologica e associazioni. I suggerimenti raccolti nella fase di condivisione pubblica dell’intervento aperta dall’amministrazione a inizio febbraio si tradurranno, dunque, in modifiche progettuali che saranno inserite nella versione definitiva della documentazione tecnica. Maggioranza e opposizione con il voto in aula hanno suggellato la convergenza sul recupero funzionale del teatro.
I resti di epoca imperiale diventeranno un’arena da 600 posti destinati a spettacoli e manifestazioni culturali tramite l’abbattimento di casa Salvoni e della parte ancora in piedi di palazzo Adamoli che coprono la cavea bassa. Permangono però dubbi, emersi con qualche accento polemico nel dibattito consiliare, sull’aspetto finanziario dell’operazione. Nel mirino, in particolare di Maurizio Salvi (Futuro in), è finito il passato governo regionale per gli 1,5 milioni di euro promessi per l’intervento e mai stanziati. «Quello che non ha fatto D’Alfonso lo potrà fare Marisilio», ha rilevato Giovanni Cavallari che si è soffermato anche sulla disponibilità attuale di solo il 50% dell’importo stimato per il pieno recupero del teatro.
Sul fronte della maggioranza Andrea Core (Insieme possiamo) ha inviato l’opposizione a evitare la «politica del torcicollo» riferendosi al passato e ha tenuto comunque a evidenziare che il progetto è approdato in aula «con colpevole ritardo» accumulato da quando nel 2010 fu varato lo studio di fattibilità. All’attività già messa in campo per integrare i fondi destinati al teatro romano, recuperando poco meno di due milioni ormai persi e che la Regione aveva assegnato alla riqualificazione del mercato coperto, hanno fatto riferimento l’assessore Stefania Di Padova e il sindaco Gianguido D’Alberto. Gli amministratori hanno ripercorso le tappe recenti della procedura di predisposizione e condivisione con associazioni e ordini professionali del progetto preliminare, sintetizzando anche le richieste di modifica avanzate in particolare dalla Soprintendenza. L’eliminazione dello specchio d’acqua dalla copertura del fronte scena e la ricollocazione dei locali di servizio, spostandoli dalla zona sotto la cavea, sono state condivise da Cavallari e altri esponenti della minoranza.
Giandonato Morra ha auspicato una «soluzione conciliativa» per l’acquisizione di casa Salvoni e il moncone di palazzo Adamoli, con effetti positivi sulla procedura che altrimenti sfocerà negli espropri. Per Maurizio Verna, comunque, l’amministrazione dovrà impedire alla soprintendenza di «imbalsamare l’intervento». La portata epocale della delibera è stata fatta rilevare da Luca Pilotti, che ha ricordato le battaglie di Teramo Nostra citando anche Marco Pannella, e da Piergiorgio Passerini. «Questo è un esempio di buona amministrazione», ha concluso il presidente del consiglio Alberto Melarangelo, «che pone una prospettiva utile per lo sviluppo della città che riparte dalla sua storia».
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