Teatro romano, via al progetto per completare il recupero

29 Dicembre 2023

Firmato il contratto con la cordata di imprese che allestirà l’arena da 600 posti per gli spettacoli Previsti tre anni di lavori. D’Alberto: «Chiudiamo il percorso per un intervento di portata epocale»

TERAMO . C’è il via libera alla seconda fase del recupero del teatro romano. A sancirlo è la firma del contratto con cui il Comune affida a una cordata di tre imprese l’incarico per progettazione esecutiva e realizzazione dell’opera da 7,7 milioni di euro. L’intervento permetterà di allestire, nel giro di tre anni, l’arena da 600 posti che farà rinascere il sito archeologico con i resti di epoca imperiale. Dopo la demolizione della porzione rimasta in piedi di palazzo Adamoli e di casa Salvoni, l’avvio dei lavori di allestimento dello spazio destinato a spettacoli ed eventi segna la conclusione di un percorso lungo e tortuoso che ha subìto varie battute d’arresto e ha dovuto superare ostacoli economici e burocratici. Per questo il sindaco Gianguido D’Alberto definisce quella di ieri una «giornata storica» per la città e per la valorizzazione del suo patrimonio culturale.
LE DITTE INCARICATE
L’appalto è stato aggiudicato al raggruppamento di imprese costituito da Meg Costruzioni dell’Aquila, dalla cooperativa Costruttori Teramani e ad Archeosistemi di Reggio Emilia che hanno presentato l’offerta considerata migliore, tra le 13 arrivate in municipio, dalla commissione tecnica giudicatrice di cui ha fatto parte anche un rappresentante della Soprintendenza. La cordata vincente, oltre a soluzioni progettuali ritenute le più idonee, ha proposto un ribasso del 27,23% del prezzo a base d’asta sui lavori e fissa la spesa prevista a poco più di 6,2 milioni. Il contratto indica in tre mesi il termine per la presentazione del progetto esecutivo. La scadenza triennale per la conclusione dell’opera, invece, inizierà a decorrere dalla data di firma del verbale di consegna del cantiere alle imprese appaltatrici.
Le tappe del percorso
«Fin dal nostro insediamento ci siamo impegnati per ottenere il finanziamento totale dell’intervento, approvare in tempi rapidi il progetto definitivo dei lavori di valorizzazione dell’intera area archeologica, finalizzandoli appunto al recupero funzionale della stessa e ad aprire il cantiere, riuscendo a realizzare in un quinquennio ciò che per trent’anni è stato oggetto solo di annunci e vane promesse», tiene a sottolineare il primo cittadino, «quello che abbiamo consegnato è un cantiere che ci permetterà di completare un intervento epocale». I 7,7 milioni per completare l’opera sono stati intercettati tramite il Cis, il Contratto interistituzionale di sviluppo per le aree del sisma, varato dal governo a suo tempo. La somma si è aggiunta ai quattro milioni messi a disposizione da Ministero dei Beni culturali, Regione e Fondazione Tercas e già utilizzati per la prima parte dell’intervento.
la partecipazione
«Questo e altri progetti avviati concretizzano la prospettiva che abbiamo messo in campo e attorno alla quale Teramo continuerà a sviluppare una rinnovata vocazione culturale e turistica», conclude D’Alberto, «non posso che ringraziare tutti quelli che hanno creduto in questo percorso, a partire dall’ex commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini e dalla Soprintendenza, con cui continueremo a confrontarci. Il progetto è il risultato degli adeguamenti indicati anche dal consigli ed emersi dal confronto con le associazioni».
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