Tecnologia e arte in medicina nucleare

Inaugurato il nuovo reparto con una gamma camera di ultima generazione e i quadri donati da diversi artisti
TERAMO. Pavimenti pareti con diverse sfumature di giallo, poltroncine arancio e opere d’arte alle pareti. Non è un’abitazione all’ultima moda ma il reparto di medicina nucleare, completamente rinnovato nella sua nuova sede al seminterrato del Mazzini.
Ieri c’è stata l’inaugurazione in grande stile, con il taglio del nastro dei tre direttori generali Roberto Fagnano, Maurizio Di Giosia e Maria Mattucci che hanno condiviso il compiacimento per l’importante traguardo con il primario Narcisa De Vincentis.
«Un reparto interamente rifatto», ha esordito Fagnano, «in un contesto decadente come quello dell’ospedale di Teramo. Abbiamo speso un milione 200mila euro per rendere questo reparto più umano e adeguato alle esigenze del personale e dei pazienti, oltre che adatto ai macchinari. E i risultati sono stati brillanti. La medicina nucleare è stata dotata di una moderna Gamma camera (costata 800mila euro circa, ndr). Ma non ci fermiamo qui, siamo in fase di acquisizione di una Pet che contiamo di installare in questo reparto entro fine 2019. Sarà importante per fermare la mobilità passiva verso le Marche dei tanti pazienti che devono sottoporsi a questo esame».
A fare gli onori di casa, il primario De Vincentiis che ha mostrato sale d’attesa, ambulatori destinati ai macchinari come la densitometria ossea per le diagnosi di osteoporosi o l’ecografo «utilizzato soprattutto per studiare la tiroide», spiega, «proprio giorni fa abbiamo fatto una giornata di controlli gratuiti in cui abbiamo diagnosticato parecchie patologie nodulari e tiroiditi e due neoplasie». Il reparto è diviso fra una zona “fredda” e una “calda” dove si usano sostanze radioattive. Da Vincentiis ha illustrato un’attività, fra le tante, che fa solo il reparto teramano in Abruzzo: la preparazione di leucociti marcati per «lo studio di patologie flogistiche a livello articolare e di altre patologie infiammatorie». E poi, insieme a Giovanni Orlandi, primario della fisica sanitaria, ha illustrato le peculiarità della nuova Gamma camera che presto sarà potenziata con un anello Tac che darà immagini molto dettagliate. E, quando arriverà, la Pet sarà «la punta di diamante della dotazione della medicina nucleare che così sarà ai massimi livelli», dichiarano i due primari.
Infine l’aspetto umano: nelle due sale d’aspetto e nei corridoi sono state sistemate le opere di una serie di artisti: Silvestro Cutuli, Laura De Berardinis, Emanuela Di Leonardo, Clara Tulli, Luigia Paoletti e Valentina di Benedetto. «Il superamento del dolore, dell’angoscia della malattia può avvenire anche con la bellezza delle opere d’arte», ha commentato il critico d’arte Paola Di Felice.
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