Telefonate nelle case: «Rivoti Brucchi?»

5 Giugno 2014

Elettori denunciano pressioni dallo staff del sindaco, lui replica: è solo un invito ad andare alle urne

TERAMO. Decine di teramani sono stati chiamati dalla segreteria di Brucchi al numero fisso di casa. Nella migliore delle ipotesi è stato raccomandato loro di andare al votare al ballottaggio, ma in qualche occasione chi chiamava ha usato espressioni apparse agli interlocutori come una spiacevole pressione. «A me hanno chiesto se confermavo tutti i tre voti dati in famiglia a Brucchi: l’ho vissuta come una grave ingerenza nel nostro privato. Che ne sa quella ragazza a chi abbiamno dato il voto? Le ho detto che non confermavo niente e ho buttato il telefono giù», racconta una teramana. «Hanno telefonato anche a me chiedendomi se confermavo il voto a Brucchi e io non ho voluto dare risposte: trovo inquietante che il mio nome sia su un elenco di una coalizione politica. Ma il peggio è accaduto a una mia amica che ha detto che forse per il ballottaggio non sarebbe stata in città: hanno insistito tantissimo», racconta un’altra signora. I mormorii e i malumori sono stati resi espliciti dal giornalista Maurizio Di Biagio che su Facebook ha pubblicato: «Una ragazza del call center mi ha chiesto se ero pronto a riconfermare (?) il voto a Brucchi "che ha preso una stragrande maggioranza"». E dopo il post del giornalista in tanti hanno raccontato di essere stati contattati, non tutti entusiasti della telefonata.

Contattato dal Centro, il sindaco Brucchi spiega: «Quello che stiamo facendo è un invito al voto rivolto al nostro elettorato. Tanta gente non ricorda o addirittura non sa che c’è il ballottaggio, che è una novità per Teramo. Se poi qualche operatore ha usato espressioni infelici mi dispiace, ma noi vogliamo – e dobbiamo – dire che bisogna andare a votare. Certo», contrattacca Brucchi, «meglio il nostro metodo rispetto a quelli degli avversari, vedi Manola che viene accompagnata da un primario nei reparti dell’ospedale o il governatore D’Alfonso che a Villa Ripa suona ai campanelli delle case e si ritrova a chiedere il voto anche a mia zia».(a.f.-d.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA