Telefonia e tv, i grandi numeri del Corecom

Quasi 2mila conciliazioni in provincia ma molti cittadini ignorano che le fa l’organismo
TERAMO. Il Corecom – l’organo regionale di governo, garanzia e controllo in materia di comunicazione – attiverà dal 1° settembre una nuova procedura di interazione con gli utenti che si affidano ad esso per procedure di conciliazione con le società di telefonia e le pay tv (bollette esagerate, contratti non rispettati, cambi di numero e di contratto). «Nel momento in cui si conclude la conciliazione», spiega il presidente del Corecom Abruzzo Filippo Lucci, «manderemo una lettera in cui diremo che siamo stati noi a svolgerla, sia a chi si è rivolto direttamente a noi, sia a chi lo ha fatto tramite avvocati e associazioni di consumatori. Perché? Perché abbiamo riscontrato che molti cittadini non conoscevano l'esito delle conciliazioni che li riguardavano, e molti ignoravano che fosse il Corecom a portarle avanti».
Dietro l’esigenza di avviare tale campagna di comunicazione ci sono indubbiamente delle distorsioni. «Gli avvocati e le associazioni svolgono un ruolo prezioso», dice Lucci, «e la maggior parte danno un supporto reale agli utenti, però ci sono anche i furbetti che vanno isolati, e noi con la maggiore trasparenza cerchiamo di evitare queste mistificazioni. C’è chi dice all'utente che il problema lo risolve lui, non gli parla del Corecom, e c'è anche chi si presenta come Corecom a tutti gli effetti. Li stiamo segnalando all'Autorità».
I numeri del Corecom Abruzzo sono in continua crescita. Ancora Lucci: «Siamo arrivati a restituire oltre 3,5 milioni agli utenti in un anno con 5.500 conciliazioni, 1.950 in provincia di Teramo. Abbiamo aperto uno sportello a Teramo e ne apriremo uno a Nereto, l'utente si collegherà in videoconferenza come avviene già a Pescara e Teramo e avverrà ad Avezzano e Vasto. Abbiamo una richiesta di interventi in costante crescita (pensate che eravamo partiti da 700 conciliazioni nel 2009) e 20mila contatti all'anno. Ricordo che la conciliazione è assolutamente gratuita, questa è una struttura pubblica, il cittadino può venire da solo».(d.v.)
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