«Teleponte dev’essere salvata» In campo Ginoble e Brucchi

Il deputato e il sindaco auspicano un’azione congiunta «per non perdere un patrimonio della città» Di Sabatino fa notare: «L’unica istituzione che finora ha affrontato il problema è la Provincia»
TERAMO. L’incombere su Teleponte dello sgombero forzoso annunciato come imminente dal Consorzio industriale – e dovuto sia a una procedura di sfratto per morosità (circa 100mila euro di affitti non pagati), sia all’esigenza di riavere liberi i locali che devono andare all’asta – rimette in movimento la politica, o parte di essa, che almeno a parole appare intenzionata a salvare l’emittente più amata dai teramani.
Il deputato del Pd Tommaso Ginoble in una nota diffusa ieri scrive: «La cronaca oggi ci impone di nuovo una riflessione sul destino di Teleponte. Fermo restando il diritto di tutti di vedere applicare le misure necessarie a garantire i propri interessi, torno a puntualizzare quanto è necessario fare per la tutela del patrimonio comune che Teleponte rappresenta. E’ necessario che la Regione e i suoi rappresentanti soprattutto locali, mostrino interesse a sostenere a diversi livelli e con interventi di competenza, Teleponte. E’ altrettanto chiaro che è necessario guardare ai conti con metodo, trasparenza e precisione, perché l’istituzione deve fare il proprio dovere a tutto tondo. E farlo a tutto tondo significa anche capire, al di là del chiacchiericcio e delle prese di posizione, quali siano le reali intenzioni e posizioni dell'attuale proprietà. Oltre a questo serve capire che bisognerà spendersi, io lo sto facendo e lo farò, fino in fondo per impedire che Teramo capoluogo e la provincia perdano anche questo ultimo baluardo di identità territoriale. In altre parti della regione non ci sono emorragie come quelle teramane e anzi, spesso l’aiuto arriva proprio da Teramo, come nel caso della Asl, che viene depauperata perché è la più virtuosa e per questo viene chiamata ad intervenire per sostenere altre aziende della regione meno virtuose. Una corretta e sana operazione per tenere Teleponte al centro dell’informazione provinciale è l’occasione per riprendere in mano la situazione, mostrando finalmente alla collettività che le Istituzioni badano al concreto e sanno coordinarsi. Sollecito ancora una volta i rappresentanti politici e delle Istituzioni (alcuni sono già alacremente al lavoro da tempo ma serve molto più aiuto) a impegnarsi per reperire risorse, apportare energie e lavorare su soluzioni definitive, che non lascino spazio ad ambiguità».
Cosa pensa dell’uscita di Ginoble il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che all’inizio di giugno ha ottenuto dal Consorzio industriale tre settimane di proroga dello sfratto esecutivo della tv? «Non ho commenti da fare», taglia corto Di Sabatino, «ricordo che l’unica istituzione che sta affrontando il problema, e che qualche modesto risultato lo ha ottenuto per la tutela dei dipendenti, è la Provincia». A proposito: martedì 28 è in programma, proprio in Provincia, un altro incontro tra la proprietà di Teleponte e i sindacati.
E il sindaco Maurizio Brucchi cosa pensa? Ritiene che ci siano ancora margini per salvare Teleponte e, intanto, per evitarne lo sgombero? «Questo non lo so», risponde, «ma quella tv va salvata, è un patrimonio della città e ci sono in ballo dei posti di lavoro. Bisogna fare di tutto, e ognuno deve fare la sua parte. Serve lavoro di squadra».(d.v.)
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