Tensione in giunta Il sindaco se ne va gridando «traditori»

15 Aprile 2017

Mustone interviene a nome di sei consiglieri per stoppare una delibera: la maggioranza è sempre più spaccata

GIULIANOVA. Frizioni in giunta nell'ultima riunione tenutasi giovedì scorso. Doveva essere un incontro leggero, utile anche per i tradizionali auguri di Pasqua, ma evidentemente così non è stato. All'ordine del giorno, ufficialmente, era previsto solo il punto relativo ad una emergenza abitativa legata ad un alloggio Ater in via Terracini gestito dal Comune con proroga di un anno per una famiglia con seri problemi di sistemazione definitiva. Dopo l'approvazione del prolungamento di occupazione dell'immobile, a sorpresa, viene tirato fuori dal sindaco un argomento relativo a GiuliaEventi, ovvero il pagamento di 2.500 euro a favore di un'orchestra per servizi espletati in passato e mai saldati. Su una simile circostanza c'era stata già una polemica nello scorso mese di dicembre riguardante sempre la medesima orchestra con un'identica somma. Carlo Mustone, consigliere del gruppo Civicamente, aveva fiutato da lontano l'iniziativa del sindaco Mastromauro e così, pur non invitato, si è presentato a palazzo parlando anche a nome del Pd. In un primo momento a Mustone, pur intervenendo a nome di sei consiglieri, è stata negata la partecipazione come auditore allo svolgimento della giunta ed è stato stoppato proprio sull'uscio. A questo punto il rappresentante di Civicamente ha sbattuto la porta allontanandosi. Il sindaco Mastromauro lo ha rincorso, ma la decisione era ormai presa. Secondo chi era presente Carlo Mustone, senza scomporsi più di tanto, avrebbe ribattuto dicendo al sindaco che d'ora in avanti "si farà sul serio" e che quel punto relativo a GiuliaEventi doveva essere condiviso in maggioranza prima di essere approvato dalla giunta, come da prassi consolidata per analoghi provvedimenti. Quando Francesco Mastromauro è rientrato in sala giunta sono volate parole grosse e il sindaco avrebbe dato del «traditore» a qualche componente dell'esecutivo. Poi Mastromauro ha richiuso la propria cartella degli appunti allontanandosi dalla riunione. La delibera sul pagamento dell’orchestra non è stata dunque votata.

L’episodio conferma che venti di tempesta si preparano a soffiare sulla giunta comunale giuliese, con la maggioranza spaccata esattamente in due. Da una parte il sindaco Mastromauro con il gruppo di Articolo 1 Mdp (cinque voti in totale in consiglio comunale) e dall'altra Pd e Civicamente (sei voti in totale nell'assise cittadina). Sarà questo il motivo conduttore che accompagnerà l'amministrazione comunale per tutto il periodo di fine consigliatura, che dovrebbe concludersi nel corso del prossimo mese di agosto nel caso in cui il sindaco Mastromauro dovesse scegliere di candidarsi al parlamento con Articolo 1. Del resto la norma parla chiaro: «Non sono eleggibili i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti». Dunque, in caso di conclusione naturale della legislatura (febbraio 2018), le dimissioni dalla carica di primo cittadino dovranno essere assunte sei mesi prima.

Alfonso Aloisi

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