Tentati abusi su un 14enne Il ragazzino conferma

Tortoreto, il minore ascoltato dal giudice nel corso di un incidente probatorio Resta agli arresti domiciliari il 71enne ex sottufficiale di Rieti indagato
TORTORETO. I passaggi obbligati di un procedimento giudiziario scandiscono fatti che nel tempo possono solo diventare più dolorosi. Soprattutto quando coinvolgono minori. Come in questo caso. Si è svolto ieri, su richiesta della Procura (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra) l’incidente probatorio per cristallizzare il racconto del 14enne di Tortoreto adescato su Telegram dal 71enne di Rieti ex sottufficiale dell’esercito che a luglio venne sorpreso e arrestato proprio nell’abitazione del ragazzo. Lo studente, che ha confermato le accuse, è stato ascoltato alla presenza del giudice Marco Procaccini e, così come prescrive il codice in caso di minori, di uno psicologo.
L’incidente probatorio è un istituto del diritto processuale penale previsto e disciplinato dall’articolo 392 del codice di procedura penale. Consiste in un’udienza che si svolge in camera di consiglio nella quale le prove vengono assunte con le stesse modalità previste per il dibattimento. L’uomo, finito ai domiciliari, nel corso dell’udienza di convalida si era avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo una prima ricostruzione della vicenda, il 71enne nelle settimane precedenti al fatto avrebbe adescato su Telegram il ragazzo con cui ci sarebbero stati vari messaggi e scambi di foto. Successivamente una mattina di luglio si sarebbe presentato nell’abitazione del giovane a Tortoreto, luogo dove lo stesso anziano si trovava per trascorrere un periodo di villeggiatura. Quella mattina l’uomo venne scoperto dal padre dello studente che lo bloccò immediatamente e chiamò i carabinieri intervenuti sul posto. L’uomo venne portato in caserma e per lui scattarono gli arresti domiciliari. Successivamente la Procura ha disposto una consulenza tecnica su cellulari e computer sequestrati all’ex sottufficiale ed è stato accertato che tra i due c’erano stati contatti telefonici e messaggi dal 3 luglio. Una vicenda, quella avvenuta a Tortoreto, che conferma l’allarme che da mesi gli esperti lanciano sulla pericolosità, soprattutto per minori, di gruppi e canali online sempre più a rischio che rinascono a ogni chiusura delle chat e non sembrano temere le recenti normative nate nel tentativo di arginare quello che da tempo è diventato il far west di una determinata messaggistica.
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