Tentato furto in banca, preso un ladro

12 Settembre 2020

Una banda dopo aver rubato un furgone si introduce nella Bcc di Castiglione, ma poi fugge inseguita dalla polizia

CASTELNUOVO VOMANO. Colpo in banca, fuga, inseguimento, arresto e perfino qualche colpo sparato in aria.
Gli elementi per una storia noir ci sono tutti nei fatti accaduti nella notte fra giovedì e venerdì fra Castelnuovo Vomano e Teramo. Il raid di tre malvimenti, presumibilmente tutti o quasi provenienti da Roma, è iniziato durante la notte a Nereto, dove i tre hanno rubato un furgoncino di una ditta. A bordo del furgone si sono poi diretti a Castelnuovo Vomano, precisamente nella filiale della Banca di credito cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella. Erano da poco passate le 2,30 quando i tre sono entrati nella banca forzando una porta antipanico. I tre hanno iniziato a guardarsi intorno e hanno capito che il piccone e la mazza che portavano dietro erano inadeguati per smurare la cassaforte o forzare il bancomat. Così hanno iniziato a rovistare nei cassetti e avevano appena afferrato una cassetta di sicurezza in cui era contenuto del contante, quando è scattato l’allarme. A quel punto hanno lasciato tutto e sono fuggiti a bordo del furgone. Nella fuga, sulla Statale 150, inizialmente il furgone era diretto verso Roma, ma poi ha incrociato una Volante della Polizia, ha fatto inversione a U e si è diretto verso Teramo sulla A24. Un inseguimento ad alta velocità con la polizia alle calcagna. Arrivati allo svincolo di Teramo, i malviventi hanno svoltato per la rampa che porta a Cartecchio. Proprio davanti alla chiesa, hanno fatto una veloce svolta a sinistra, per passare attraverso il passaggio a livello. Ma non avevano calcolato che ormai da tempo è chiuso con pesanti new jersey in cemento, contro cui è andato a finire il furgone. I tre sono dunque scesi e sono fuggiti. Ma gli agenti della Volante – che hanno anche sparato qualche colpo in aria a scopo intimidatorio – li hanno inseguiti e sono riusciti a bloccarne uno. Si tratta di un italiano di etnia slava residente in un campo rom della Capitale. Il 30enne aveva ancora addosso i guanti, il cappello e lo scaldacollo usato per travisare il viso. Eppure ha raccontato ai poliziotti di non conoscere gli altri due in quanto era stato rapito. L’uomo, che aveva precedenti specifici, è stato arrestato.
Intanto le indagini proseguono per rintracciare gli altri due. Sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sicurezza non solo della banca. E’ possibile che si tratti di una banda responsabile di altri colpi del genere in zona. A bordo del furgoncino sono stati ritrovati dagli agenti una spranga e uno scalpello.
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