Teramani in vacanza Tra le mete Sicilia Sardegna e Grecia

Ma sulle scelte pesano le restrizioni imposte dalla pandemia Gli operatori: «C’è ancora caos, per noi ripartenza difficile»
TERAMO. Dopo mesi di restrizioni e lockdown, il periodo estivo ha riacceso la voglia di viaggiare ma tanti teramani hanno preferito trascorrere le vacanze entro i confini nazionali, anche se non sono mancati coloro che hanno scelto di recarsi fuori dall'Italia, principalmente in zona europea. «I cambiamenti repentini nelle norme che regolano i viaggi all’estero, con l’introduzione o la rimozione di tamponi o quarantene, oltre alla richiesta del Green Pass o del vaccino, per recarsi in determinati Paesi, hanno generato molta confusione», spiega Giovanna Fumo, titolare dell’agenzia “Ats Viaggi” di Teramo, «dalla metà di luglio, anche per via dell’incertezza dettata dalla situazione pandemica in continua evoluzione, abbiamo visto mutare le destinazioni turistiche dei teramani. Ad inizio stagione in molti avevano scelto come meta la Grecia o la Spagna, ma da qualche settimana quasi tutti optano per le località italiane, principalmente Sicilia, Puglia e Sardegna. Abbiamo avuto qualche richiesta anche per la Toscana o per degli itinerari in auto in Francia».
La consulente di viaggi aggiunge che il periodo è stato tutt’altro che roseo per le agenzie e i tour operator, nonostante le scelte attuate dal Governo per risollevare il turismo. «Sono 25 anni che lavoro in questo settore, ma la situazione fronteggiata quest’estate è stata persino più negativa di quella passata, quando era quasi impossibile spostarsi per una vacanza», dice Fumo, «abbiamo deciso di lavorare solo con strutture alberghiere note e affidabili, perché negli ultimi mesi ci siamo trovati di fronte a strategie attuate da imprenditori italiani poco lungimiranti, con prezzi innalzati alle stelle, fenomeni di overbooking o l’annullamento delle percentuali per noi agenzie. La mancanza di categorie che si oppongano a questi comportamenti danneggia tutti sul lungo periodo, turisti, tour operator e albergatori».
Al di là dell'incertezza generale sulle regole da applicare, in tanti hanno preferito una vacanza domestica, pronti a partire ma anche a rimandare se la situazione dovesse peggiorare per via della variante delta e dell'aumento dei contagi. «Abbiamo ricevuto diverse richieste in ambito prenotazioni», dice Alessandro Croce, dell'agenzia "Arkey Travel" di San Nicolò a Tordino, «la maggior parte - circa il 60% - ha scelto di rimanere in Italia, dirigendosi verso la Puglia, la Sicilia o la Sardegna. C'è chi ha optato per una meta nei dintorni, anche in province limitrofe, ma un'altra fetta di teramani - approssimativamente il 40% - ha deciso di provare a recarsi all'estero, nonostante le restrizioni dovute all'emergenza sanitaria. In questo caso le mete sono state per lo più Spagna e Grecia, ma non sono mancate richieste per Malta e Croazia. Solo di recente è stata raggiunta una certa uniformità, almeno in area europea», spiega ancora Croce, «con l'introduzione del Green Pass che permette di muoversi con autonomia per coloro che hanno fatto il vaccino, senza sostanziali differenze rispetto al territorio nazionale. Il problema rimane per chi non ha effettuato il ciclo completo con le due dosi, che all'estero è obbligato a ricorrere ai tamponi. Prima della pandemia recarsi in agenzia per prenotare un viaggio era un piacere, adesso ogni cliente ha come primo pensiero quello di informarsi sulle situazioni in cui può incorrere». Nonostante l'istituzione del Green pass e l'arrivo del vaccino, la parola d'ordine per clienti e operatori turistici sembra essere cautela.
«Di fronte all'incertezza delle normative, la maggior parte ha scelto di rimanere in Italia, optando per una vacanza in Sicilia, Sardegna, Puglia o Calabria», dice Loredana Giocolano, dell'agenzia "Easy Going" di Tortoreto Lido, «Solo una piccola percentuale dei nostri clienti ha preferito recarsi all'estero, decidendo per una meta balneare in Grecia o un tour culturale in Francia. Sono stati anche tanti coloro che hanno deciso di non partire dopo l'introduzione del Green pass, considerando che regna ancora molta confusione a livello burocratico».
L'impatto del coronavirus su tutto il turismo, soprattutto quello diretto oltre i confini nazionali, continua a farsi sentire con forza, come si evince dalle preoccupazioni di molti viaggiatori.
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