Teramano pignorato dalla Soget per un’area occupata dal Comune

10 Febbraio 2020

Tasse non pagate su un terreno espropriato per il contratto del quartiere Cona e mai utilizzato Il caso denunciato dal consigliere Fracassa: «È l’emblema dello sbando dell’amministrazione»

TERAMO. Pignorato per le tasse non pagate su un terreno di sua proprietà ma occupato da anni dal Comune. Al danno si aggiunge un’amarissima beffa per il proprietario di un terreno da destinare alla realizzazione di interventi mai avviati che erano stati programmati nell’ambito del contratto di quartiere della Cona. L’area fu occupata all’epoca dall’amministrazione cittadina, espropriando il titolare, ma di fatto non è mai stata utilizzata. Nel frattempo, infatti, il cosiddetto contratto di quartiere che interessava la Cona è stato rivisto e modificato, eliminando per mancanza dei fondi statali andati in parte persi proprio l’opera da realizzare in quello spazio.
Il proprietario ha aperto un contenzioso con il Comune per rientrare in possesso dell’area e ottenere il risarcimento del danno. Negli anni di abbandono, però, il terreno rimasto recintato è stato trasformato in una discarica abusiva, con la presenza anche di rifiuti pericolosi come l’eternit. «Prima della riconsegna era necessario bonificare il terreno», spiega il consigliere del gruppo di minoranza Futuro in ed ex assessore Franco Fracassa, «ma non è stato fatto nulla». Il rappresentante dell’opposizione ha sollevato il problema in aula già con due interrogazioni rivolte al sindaco e giunta. «È passato un anno», ricorda Fracassa, «il terreno non è stato restituito e il danno cresce insieme al risarcimento dovuto al proprietario». In più ci si è messa di mezzo la Soget che pretende oltre 1.300 euro per tasse non pagate sull’area. La società di riscossione ha bloccato un quinto dello stipendio del proprietario, che tra l’altro è un militare che per questo si ritrova in una situazione a dir poco imbarazzante nei confronti del corpo a cui appartiene, e gli ha inoltrato un avviso di fermo amministrativo dell’auto entro trenta giorni. «Questa è un’ulteriore aggravante della situazione già incresciosa», sottolinea Fracassa, «che rappresenta l’emblema dello sbando dell’amministrazione». Secondo il consigliere, infatti, gli atti della Soget sono la conseguenza della mancata comunicazione tra gli uffici comunali e l’agenzia che ricade sul proprietario del terreno occupato.
Fracassa riporterà la questione in aula martedì, in occasione della seduta dedicata alle interrogazioni, sollecitando il sindaco Gianguido D’Alberto a sbloccare la situazione. Dalla restituzione dell’area, per ora solo annunciata, dipende anche l’esito della causa per il riconoscimento e la quantificazione del danno. Il giudice, infatti, si è riservato la decisione proprio in base all’accordo tra le parti per la riconsegna del terreno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA