“Teramo 3.0”: con noi inizia la buona amministrazione

27 Maggio 2018

La lista civica pronta a spezzare con D’Alberto «la cappa clientelare gatto-tancrediana»  Con il Pd «dialogo costruttivo». Marroni: farò denuncia per i miei manifesti deturpati

TERAMO. La metamorfosi è quasi completa. Manca solo il voto e se il risultato sarà quello atteso, “Teramo 3.0” da «urticante» associazione di lotta diventerà forza di governo. È questa la traiettoria politica disegnata lista schierata con il candidato sindaco Gianguido D’Alberto. Le premesse del cambiamento ci sono tutte. «La cappa clientelare gatto-tancrediana sotto cui è stata chiusa la città si sta diradando», sottolinea Christian Francia, che è tra i fondatori di “Teramo 3.0”, «da fine giugno si potrà guardare alla città in modo diverso: inizierà la fase della buona amministrazione».
Lo garantiscono i candidati consiglieri della lista «a cui non abbiamo pagato neppure un caffé e che non devono nulla a nessuno» e sopratutto l’aspirante sindaco. «D’Alerto ha le mani libere», fa notare Francia, «non ha firmato alcuna cambiale in bianco e non gli abbiamo chiesto nulla». L’impegno di “Teramo 3.0”, insomma, è «del tutto gratuito, lo facciamo per amore della città». Tra le idee forza del programma da realizzare nei primi cento giorni della futura amministrazione ci sono, dunque, l’apertura di una ludoteca in vai Oberdan, nei locali in precedenza occupati dallo sportello informatico turistico regionale, e la creazione di un festival della letteratura per bambini e adolescenti. La sensibilità della lista e dei suoi candidati è rivolta anche alle disabilità, tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche, esigenza di cui si fa interprete Italo Di Giovine ex presidente dell’Unione italiani ciechi, e all’ambiente, attraverso il piano di manutenzione del verde proposto da Gabriele Rizzo. Sono loro alcuni dei volti della lista che punta al cambiamento. «Il centrodestra parla di discontinuità», fa notare Maria Cristina Marroni, «ma chi lo vota si ritroverà con la stessa giunta di prima». L’alleanza civica che sostiene D’Alberto, invece, non ha tentennamenti. «Il nostro progetto è nato in netta contrapposizione con gli effetti disastrosi del modello Teramo», ricorda il candidato sindaco, «non pensiamo ad accordi di ballottaggio, ma a ottenere un risultato anche clamoroso al primo turno». Da regolare, però, restano i rapporti con il Pd. Con l’alleato politico per le prossime elezioni “Teramo 3.0” spesso è entrata in aperto conflitto in passato, ma anche su questo fronte si prospetta un’evoluzione. «Il grande miracolo compiuto da Gianguido è stato quello di avvicinare persone che non sarebbero mai state insieme», rileva Marroni, « abbiamo avviato un dialogo costruttivo per un accordo sui punti programmatici che può rappresentare un’occasione di rinnovamento anche per il Pd». Piena disponibilità al confronto, ma nessun equivoco sul fatto che la coalizione «resta a trazione civica», precisa Francia, «e agirà sempre nel rispetto delle regole». Il clima della campagna, però, diventa più teso con il passare dei giorni e alcuni manifesti di Maria Cristina Marroni sono stati scarabocchiati con disegni osceni. La candidata è intenzionata a sporgere denuncia. (g.d.m.)
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