Teramo 3.0: «Il nuovo ospedale si deve fare a Casalena»

18 Settembre 2019

TERAMO. «Il nuovo ospedale si faccia a contrada Casalena». A lanciare la proposta è Teramo 3.0, che interviene nel dibattito sulla realizzazione della struttura sanitaria. Per la lista civica che fa...

TERAMO. «Il nuovo ospedale si faccia a contrada Casalena». A lanciare la proposta è Teramo 3.0, che interviene nel dibattito sulla realizzazione della struttura sanitaria. Per la lista civica che fa capo al vicesindaco Maria Cristina Marroni l’area suggerita ha innanzitutto il vantaggio della posizione strategica a ridosso del centro e nei pressi della statale 80 e dell’uscita della Teramo-mare. «Logisticamente la località abbisognerebbe solo di un breve e semplice adeguamento della viabilità», precisa Teramo 3.0, «constatato che la collina di Casalena risulta urbanisticamente destinata a una vocazione sanitaria e già di proprietà della Asl che ivi ha in esercizio taluni presidi sanitari». La zona collinare, inoltre, per la sua salubrità risulterebbe particolarmente adatta a ospitare una struttura di cura. Non si potrebbe dire lo stesso, secondo la lista civica, dell’area di Piano d’Accio indicata dalla Asl per l’allocazione del nuovo ospedale. «È al livello del fiume Tordino, con le connesse problematiche relative alle zone alluvionabili», segnala Teramo 3.0, «all’adeguamento urbanistico, a una maggiore presenza degli insetti, a una minore ventilazione, a maggiore afa estiva e superiore umidità invernale». In contrada Casalena non ci sarebbero neppure problemi di spazio. «La consistenza dell’area, per l’estensione delle superfici utili, appare assolutamente sufficiente per l’infrastruttura», sottolinea la lista civica, «e anche l’estrema vicinanza dei quartieri più popolosi della città giova ad avvantaggiare l’ipotesi di collocazione». Questa scelta progettuale, in sostanza, «rappresenterebbe una condizione logistica funzionale per le esigenze della città capoluogo e baricentrica sull’asse mare-montagna, vicina e facile da raggiungere sia dalla costa che dalle aree interne».
Per la lista civica è comunque fondamentale la tempistica dell’opera. «Allo stato dei fatti, la velocità decisionale dovrebbe essere la prima preoccupazione di tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte», conclude Teramo 3.0, «perché il fattore tempo si rivela cruciale sia per i privati che intendono effettuare un investimento del genere, sia per l’interesse pubblico a ottenere un nuovo ospedale all’altezza». La lista civica, dunque, sollecita un rapido ma adeguato approfondimento sulla collocazione del nuovo ospedale, mettendo a confronto le diverse proposte emerse finora. (g.d.m.)