“Teramo 3.0” stila un decalogo

2 Dicembre 2017

«Così l’ente può migliorare finanze e capacità amministrativa»

TERAMO. L’associazione di promozione culturale e politica “Teramo 3.0”, che nelle comunali del 2014 sostenne il candidato sindaco Gianluca Pomante, ha stilato un decalogo, «un’agenda minima», scrive il presidente Christian Francia, «di problemi gravi che vanno affrontati urgentemente, da sottoporre all’attenzione di tutte le forze politiche cittadine (nessuna esclusa), nella speranza di trovare condivisioni o quantomeno di sollecitare un dibattito foriero di decisioni ponderate che possano avere uno sbocco positivo nel breve periodo».
“Teramo 3.0” propone che il Comune, per migliorare la propria situazione finanziaria, venda le quote di maggioranza della Team, mettendo a gara il servizio di igiene urbana; che solleciti l’Ente d’ambito a revocare la gestione del servizio idrico alla Ruzzo Reti spa e comunque a metterlo a gara tra i vari gestori presenti sul mercato; che, per evitare sprechi e inefficienze, esternalizzi il servizio appalti; che, viceversa, reinternalizzi i servizi di accertamento e riscossione dei tributi comunali. L’associazione continua elencando alcune azioni ritenute prioritarie per la città: provvedimenti per affrontare l’emergenza abitativa; un piano pluriennale delle manutenzioni scolastiche e stradali; il recupero integrale e funzionale del teatro romano e del castello Della Monica; il potenziamento del Cope (consorzio Punto Europa) per migliorare la capacità di europrogettazione e di intercettazione dei fondi europei disponibili; la realizzazione della pista ciclabile tra Teramo città e San Nicolò; il tombamento della discarica La Torre. Infine, fuori decalogo, “Teramo 3.0” ritiene che occorra procedere alla risoluzione dei contratti finanziari denominati “collar swap” e firmati dall’ex sindaco Chiodi nel 2006, «contratti che strozzeranno il Comune per venti anni fino al 2025».