Teramo Ambiente, Ranalli al Tar ricorre contro la delibera Anac

Secondo l’autorità non avrebbe potuto assumere la guida della società. Il presidente impugna: «Si fa riferimento a norme che non erano applicabili in quel momento, ora decideranno i giudici»
TERAMO. La questione relativa alla delibera Anac sull'ipotesi di inconferibilità a Luca Ranalli del ruolo di presidente Team arriva sul tavolo del Tar Lazio.
Ranalli ha infatti deciso di proporre ricorso ai giudici amministrativi ritenendo non condivisibli né le premesse né le conclusioni a cui è arrivata l'autorità di garanzia, per la quale la sua nomine al vertice della Team, datata luglio 2019, non poteva essere affidata perché all'epoca l'attuale presidente era amministratore unico della società Giulianova Patrimonio.
Una circostanza che, secondo l'Anac, sulla scorta dell'attuale normativa non avrebbe potuto permettere di conferire a Ranalli la presidenza di una società pubblica quale la Team. Di diverso avviso Ranalli, che dopo aver consultato il suo legale ha deciso di ricorrere al tribunale regionale amministrativo. «Ci sono tutta una serie di passaggi della delibera che non ritengo condivisili», commenta Ranalli, «in quanto a mio avviso ed avviso del mio avvocato si fa riferimento ad alcune norme che non erano applicabili all'epoca alla Teramo Ambiente. Di conseguenza riteniamo che il provvedimento emesso dall'Anac non sia condivisile nè nelle premesse nè nelle conclusioni». Nei giorni scorsi a intervenire sulla delibera dell'Anac era stato anche il sindaco Gianguido D'Alberto che aveva sottolineato come a suo parere non si potesse parlare di inconferibilità. All'epoca del conferimento, infatti, Ranalli era alla Giulianova Patrimonio, ma in quel momento la Team non era pubblica avendo un socio privato. Da qui, secondo il primo cittadino teramano, l'inesistenza di un motivo di inconferibilità. Intanto la delibera Anac è già diventata oggetto di scontro politico, con il consigliere di Italia Viva Giovanni Luzii che ha presentato sulla questione un'interrogazione che dovrebbe essere discussa nel consiglio di questa mattina. Per Luzii, infatti, l’eventuale inconferibilità potrebbe avere ripercussioni anche sui vari atti che sono stati adottati dal 2019 in poi. Un consiglio che dunque promette toni particolarmente accesi e che arriva a due giorni dalla trasformazione della Teramo Ambiente in società house con il passaggio delle quote della Comir Srl al Comune di Teramo. Una trasformazione quella in società interamente pubblica salutata dall'amministrazione comunale come un momento «storico». Secondo il primo cittadino la trasformazione in house della Teramo Ambiente pone le basi sia per assicurare una continuità aziendale e patrimoniale della società sia per salvaguardare l’occupazione.
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