«Teramo dev’essere centrale nella scelta»

Candidato presidente, a D’Alberto e alla sua maggioranza toccherà l’ultima parola
TERAMO. Il comitato politico composto dai big del Pd che dovrebbe dire una parola definitiva sulla designazione del candidato presidente della Provincia per il centrosinistra si è riunito ieri senza concludere il suo lavoro e si è aggiornato a oggi. In ogni caso, la sua decisione dovrà avere l’avallo della maggioranza che governa il Comune di Teramo.
Su questo è stato molto chiaro ieri il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha raccolto senza problemi l’appello lanciatogli – anche dalle pagine del Centro – dal consigliere “anziano” del Pd Maurizio Verna, il quale sostiene che debba essere la maggioranza di Teramo, visto il suo peso determinante sul voto, a decidere. «L’obiettivo è avere un candidato condiviso tra le varie componenti del centrosinistra», dice D’Alberto, «ma certamente Teramo dev’essere centrale». Traduzione: non decidiamo solo noi, ma non si può decidere contro di noi. E di questo il comitato politico messo su dal Pd, e che include i principali esponenti del territorio provinciale, è ben conscio. «Riunirò la maggioranza», dice ancora D’Alberto, «quando la scelta del Pd sarà stata fatta. Ripeto, l’obiettivo è che il candidato presidente sia quanto più possibile condiviso».
Se i candidati a succedere a Renzo Di Sabatino sono sempre i tre venuti fuori dalla direzione provinciale del Pd, il borsino del gradimento che incassano da parte dei consiglieri di maggioranza del capoluogo vede avanti Camillo D’Angelo, giovane sindaco di Valle Castellana. Su Vincenzo Di Marco di Castellalto e Giuseppe D’Alonzo di Crognaleto continuano ad esserci riserve e resistenze, a quanto pare soprattutto sul primo. Improbabile, ma non ancora impossibile, un ripescaggio di Antonietta Casciotti di Alba o di Sabatino Di Girolamo di Roseto. (d.v.)
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