Teramo diventa la capitale della virtualità

30 Agosto 2015

Dal 17 al 20 settembre prima edizione del Festival in vari luoghi del centro con mostre e dibattiti

TERAMO. Dal 17 al 20 settembre nei luoghi del polo museale di Teramo l’arte, il cinema, i mass media, la letteratura e i beni culturali si presentano e si confrontano con le nuove tecnologie digitali nell’ambito del Festival del virtuale: quattro giorni di mostre, dibattiti ed esperienze aperte ad ogni tipo di pubblico, dai semplici curiosi ai professionisti del settore e a quanti sperimentano nuove forme di espressione. «L’iniziativa si propone di mostrare come la virtualità incide oggi nelle diverse forme di espressione», spiega l’assessore agli eventi Francesca Lucantoni, che ha voluto l’evento con l’obiettivo di farne un unicum a livello nazionale e rendere quindi Teramo un punto di riferimento. «Il Festival», continua Lucantoni, «sarà realizzato dal Comune grazie a un finanziamento della Fondazione Tercas e gode di collaborazioni importanti quali quella del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), che collocherà delle installazioni all’interno dei locali dell’Arca. E tra le collaborazioni non mancano sinergie con i talenti locali visto che anche i promotori di Cineramnia cureranno, in uno degli spazi del centro storico, iniziative e proiezioni dedicate».

Oltre a dibattiti e tavole rotonde animati da intellettuali e nomi illustri del settore e ospitati tra museo, pinacoteca e Arca, il festival si svilupperà anche in diversi luoghi del centro storico. In programma ci sono infatti due mostre fotografiche in programma in via Torre Bruciata e a casa Urbani, pensata dall’assessore per accendere l’attenzione sulla bellezza della piazzetta del Sole.

Intanto Francesca Lucantoni ha reso noto che nel giro di pochi mesi nascerà a Teramo il museo del gatto. La giunta ha infatti deliberato il recepimento del finanziamento europeo stanziato dalla Regione, di 50mila euro, che servirà a realizzare il museo all’interno del Parco della Scienza. La struttura ospiterà 600 oggetti in ceramica, una cinquantina di dipinti e materiale documentario e letterario sul tema del felino più amato dagli umani. «ll tutto», spiega l’assessore Lucantoni, «fa parte di una collezione privata del professor Paolo Gambacurta che gli eredi hanno donato all’Istituto zooprofilattico. Quest’ultimo, attraverso una convenzione con Comune e Provincia, ha messo a disposizione le opere e i pezzi della collezione. In questi giorni si sta costituendo l’unità di progettazione che stabilirà allestimenti e cronoprogramma per l’avvio del museo del gatto reso possibile da un finanziamento europeo stanziato a questo scopo. Fondi che andrebbero persi», puntualizza l’assessore in risposta ai critici, «se rinunciassimo a questo utilizzo».

Marianna De Troia

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