Teramo diventa una città fantasma

18 Gennaio 2017

Frazioni e quartieri collinari sepolti dalla neve, strade del centro allagate, tutte le attività azzerate dai blackout

TERAMO. Niente luce, frazioni isolate e allagamenti in città. La nevicata da record che si è abbattuta su tutto il territorio comunale di Teramo ha lasciato uno strascico pesante di danni e disagi che per tanti cittadini non sono ancora finiti. Dalla notte al tardo pomeriggio di ieri il centro e le zone periferiche sono rimaste senza corrente elettrica e riscaldamento, il che ha reso Teramo una specie di città fantasma con la chiusura di negozi ed esercizi pubblici che si è aggiunta a quella delle scuole e degli uffici pubblici, rendendo le strade deserte. Quartieri e frazioni collinari sono rimasti a lungo isolati, sommersi da una coltre bianca di oltre mezzo metro. Nelle aree raggiunte in giornata dai mezzi delle ditte incaricate dal Comune di liberare le strade la neve è stata ammucchiata ai lati delle carreggiate bloccando le auto parcheggiate, che non è stato possibile spostare.

Ruspe e spazzaneve hanno girato senza sosta ma diverse zone non sono state raggiunte. E' il caso di alcune frazioni più lontane dalla città, come Villa Romita, dove le strade sono rimaste invase dalla neve. Per liberare la cosiddetta viabilità secondaria in nottata sono arrivati una ruspa e quindici militari dell'esercito come stabilito nel corso della riunione tenuta nel tardo pomeriggio di ieri in prefettura per la gestione dell'emergenza e alla quale ha partecipato il sindaco Maurizio Brucchi. I soldati saranno impegnati da questa mattina negli interventi coordinati dal'assessore alla protezione civile Franco Fracassa per liberare le strade che ancora sono bloccate dagli accumuli di neve. «Li impiegheremo nelle situazione più critiche», spiega il primo cittadino, «a cominciare dalle frazioni». Nonostante l'attività dei mezzi comunali, infatti, ieri sono arrivate tante segnalazioni e proteste dalle frazioni che si trovano più in alto nel territorio comunale per il mancato passaggio degli spazzaneve. «In città il grosso del lavoro è stato fatto», spiega Brucchi, «ma i problemi non sono ancora finiti».

La pioggia ha contribuito ad accelerare lo scioglimento della neve mandando però in tilt il sistema di smaltimento delle acque reflue. Tombini e griglie stradali in molte zone sono state ostruite dai detriti creando ampi allagamenti. Difficoltà di questo tipo sono state riscontrate in particolare su ponte San Ferdinando e nei pressi della rotonda davanti al bar Promenade dove l'acqua stagnante ha coperto la carreggiata creando problemi alla viabilità, comunque molto scarsa.

I problemi maggiori sono stati comunque creati dall'assenza di elettricità. Con qualche breve intervallo in mattinata, la luce è mancata fino alle 17, quando gli interventi delle squadre di Terna arrivate anche da fuori regione hanno permesso di riattivare la corrente in centro e in alcune zone periferiche. «I lavori sono ostacolati dal maltempo e dagli accumuli di neve che rendono complicato il raggiungimento delle cabine principali», evidenzia il sindaco, «per cui non è stato possibile riattivare l'elettricità su tutto il territorio». Restano danni soprattutto lungo la linea della media tensione e per ovviare alla mancanza di energia durante la notte appena trascorsa sono stati posizionati venti gruppi elettrogeni nelle zone che risultavano ancora al buio. Solo oggi, però, sarà possibile tracciare un quadro esatto della situazione che indichi le aree in cui è necessario far tornare l'elettricità.

Gennaro Della Monica

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