Teramo e Giulianova, una sfida che non ha ancora una favorita

3 Ottobre 2023

Il confronto diretto non ha chiarito chi è la più forte: il Diavolo ha mostrato un attacco devastante ma ha una rosa meno profonda dei cugini, capaci di cambiare spesso la formazione e il modulo

TERAMO. Le immagini e le emozioni del derby di domenica scorsa resteranno a lungo nella memoria e nel cuore di chi c’era, ma per entrambe le piazze è il caso di resettare subito e tornare sulla terra, ovvero al campionato di Eccellenza. Gli oltre 5.500 paganti – terza affluenza di sempre al Bonolis da quando lo stadio è stato aperto e seconda affluenza di sempre nei derby biancogiallorossi – sono stati una circostanza eccezionale, legata al ritorno dopo 15 anni di una sfida storica e sentimentale, che prescinde dalle categorie. Ora Teramo e Giulianova torneranno a giocare in casa davanti ai loro soliti spettatori (un migliaio abbondante a partita finora, comunque niente male) e in trasferta con cornici molto più modeste. In ogni caso, il loro duello per la promozione in D sembra destinato a durare a lungo, forse fino alla fine. E sarà questo il vero tema conduttore della stagione.
Sul piano strettamente calcistico il derby ha mostrato più le qualità che i difetti di entrambe – bellissimi tecnicamente tutti e quattro i gol, non succede spesso – ma non ha dato risposte nette sulle forze in campo. Chi è la favorita? Oggi è impossibile dirlo. Il dominio tattico del Giulianova nel primo tempo ha ceduto il posto, nella ripresa, alle devastanti ondate offensive del Teramo. I giuliesi non hanno affatto speculato, hanno continuato a giocarsela fino alla fine, ma se nei primi 45 minuti avevano ridotto a zero i rischi per la propria porta, nel secondo tempo hanno visto il Diavolo segnare due reti su azione e mancare altrettante occasioni nitide. Tra le due forse è proprio il Giulianova a potersi rammaricare di più, per il doppio vantaggio e per un paio di episodi molto dubbi accaduti nell’area teramana dopo il 2-2, ma è anche vero che nel finale il Teramo è andato molto vicino al 3-2.
Guardando avanti non si può non evidenziare che il Teramo ha il giocatore più forte del campionato (Stefano D’Egidio quando si accende è incontenibile) ma sembra avere una rosa meno profonda di quella giuliese. Finora in casa biancorossa infortuni e squalifiche sono stati il minimo sindacale e Pomante ha potuto schierare sempre la formazione base, centellinando il turnover e financo le sostituzioni in corso d’opera. Non sarà sempre così, però: e, specie a centrocampo, il Diavolo è “corto”. Quanto al Giulianova, ha un organico ricco e giocatori duttili che possono adattarsi a più sistemi (finora Cerasi ne ha utilizzati almeno tre e sempre con buone risposte), ma forse vanta un attacco meno devastante di quello biancorosso.
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