Teramo, false rottamazioni di motociclette: 20 indagati

17 Febbraio 2015

L’accusa: mezzi demoliti per finta per poter usufruire degli eco-incentivi, nei guai concessionari e proprietari

TERAMO. E’ una maxi inchiesta su un presunto giro di finte rottamazioni di motocicli quella che approda all’esame del gup nell’udienza preliminare di questa mattina.

Il sostituto procuratore Laura Colica, titolare del fascicolo, chiede il rinvio a giudizio per venti indagati accusati di falso e truffa in concorso ai danni dello Stato: tutti, titolari di una concessionaria e proprietari, sono accusati di aver presentato istanze di rottamazione per usufruire di eco-incentivi fino a un massimo di 500 euro per l’acquisto di un nuovo mezzo.

Ma, per l’accusa, i motocicli non erano da rottamare e, in molte occasioni, non c’erano proprio. I fatti contestati si riferiscono ad un periodo compreso tra il 2009 e il 2010 e riguarderebbero decine di mezzi rottamati e per cui sarebbero stati stanziati degli eco-incentivi.

Le istanze di rottamazione sono state presentate agli uffici della Motorizzazione teramana che in questa vicenda è parte lesa perchè, secondo l’accusa, indotta in errore dalle false documentazioni prodotte al momento di chiedere la demolizione.

Gli eco-incentivi a cui si fa riferimento sono quelli previsti dal decreto legge 248 del 2007 che prevedeva agevolazioni per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e la demolizione dei mezzi più inquinanti.

L’obiettivo del legislatore era stato quello di dare il via ad una campagna di rottamazione per le due ruote, stanziando fondi finalizzati alla sostituzione di ciclomotori di vecchia generazione con nuovi mezzi meno inquinanti. Delle agevolazioni, dunque, previste per l’acquisto di veicoli ecologici e la demolizione di quelli più inquinanti nell’ambito di una più ampia campagna finalizzata ad incentivare l’acquisto di mezzi a più ridotta emissione di Co2. Ma, sostiene la procura nella sua richiesta di rinvio a giudizio per i venti indagati, con questo meccanismo sarebbe stata messa a segno una truffa ai danni dello Stato con false rottamazioni di motocicli che in alcuni casi non erano da demolire e in altri sarebbero stati inesistenti.

Inizialmente gli indagati erano di più ma al termine delle indagini il sostituto procuratore ha chiesto l’archiviazione per alcuni proprietari di mezzi inizialmente coinvolti nella presentazione delle richieste di rottamazione. Oggi la parola passa al giudice per le udienze preliminari che dovrà decidere se accogliere la richiesta della procura e quindi rinviare tutti a processo o se disporre il non luogo a procedere. (d.p.)

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