Teramo fuori dal consorzio Mote
Brucchi ha dismesso il 49% , la quota ora va acquistata da altri
TERAMO. Il Mote perderà il socio principale. Nell'assemblea di ieri pomeriggio, convocata dal presidente Ermanno Ruscitti, è stata recepita la decisione del Comune di Teramo di uscire dal consorzio di gestione dei rifiuti che raggruppa centri dell'entroterra provinciale. Ad annunciare l'addio è stato il sindaco Maurizio Brucchi che ha motivato la scelta richiamando le disposizioni contenute nella legge di stabilità varata dal governo e ratificate dal consiglio comunale. L'amministrazione, in base alle prescrizioni governative, non può essere socio sia del Mote che della Team perché entrambi operano nello stesso settore ed è costretta a dismettere la propria partecipazione nel consorzio per conservare quella nella società di igiene urbana.
L'uscita di scena, però, sarà tutt'altro che semplice. Il Comune, infatti, è proprietario del 49% delle azioni del Mote che dunque vanno collocate sul mercato e vendute. I potenziali acquirenti sono il consorzio stesso, uno dei soci o un'altra amministrazione della provincia interessata alla partecipazione e già questo limita di molto lo spazio di manovra, considerate le ristrettezze economiche degli enti pubblici. Da stabilire è anche il valore effettivo del pacchetto azionario che, a detta del sindaco, non può essere svenduto o regalato perché ciò comporterebbe un danno erariale di cui risponderebbero personalmente gli amministratori.
Nel calcolo va considerato, inoltre, il progetto per la realizzazione di una piattaforma per il riciclo dell'indifferenziato che il Mote costruirà con un finanziamento regionale di 1.7 milioni di euro. L'uscita del Comune dal consorzio complicherà anche quest'operazione che l'amministrazione cittadina avrebbe gestito come capofila tra i soci. «Le norme però non ci lasciano altra scelta», conclude il sindaco. (g.d.m.)

