Teramo, gli sgomberi arrivano a 500: dramma abitativo post sisma

Tra le più colpite ci sono le palazzine popolari: a Colleatterrato un quartiere fantasma Gli inquilini scoraggiati: «Dobbiamo anticipare le spese di affitto ma non abbiamo soldi»
TERAMO. L’emergenza abitativa creata finora dal sisma in città si condensa in un numero: 500. È quello che indica le ordinanze di sgombero firmate dal sindaco in un mese mezzo di controlli successivi alle violente scosse di fine ottobre che, oltre a seminare il panico, hanno lasciato tante famiglie nell’incertezza più assoluta. La soglia dei 500 sgomberi è stata di fatto raggiunta ieri con i sette provvedimenti che hanno riguardato edifici nelle frazioni di Caprafico, Cavuccio e in via Sauro, una delle parallele di corso San Giorgio. Sono state 11 le famiglie obbligate a lasciare le loro abitazioni per trasferirsi in altre case prese in affitto o in albergo.
Le aree più colpite si confermano quelle periferiche, ma ce n’è una soprattutto in cui, con il passare dei giorni e l’aumentare degli sgomberi, si profilano i contorni di un quartiere fantasma. Si tratta di Colleatterrato, in particolare nell’ampia sua parte occupata dalle palazzine popolari. Transenne, rete arancione da cantiere e strisce di nastro biancorosso tese da un capo all’altro degli edifici più lesionati configurano uno scenario quasi apocalilttico nel quale si muovono cittadini ancora sotto shock, increduli di fronte a pareti attraversate da profonde lesioni e pezzi di mattoni e d’intonaci rimasti per terra dopo le scosse più forti. «Siamo stati costretti ad andar via di corsa», raccontano i residenti, «senza avere un posto dove trasferirci». Per molti di loro si tratta anche di un problema di soldi oltre che d’incertezza sul futuro. Gli sfollati hanno diritto al contributo di autonoma sistemazione per pagare l’affitto di altri alloggi, ma i fondi della Protezione civile non arrivano subito. «Dobbiamo anticipare le spese», spiegano gli inquilini sfollati, «ma abitiamo nelle case popolari e non abbiamo la possibilità di sostenere la spesa di 400 euro per un affitto». I primi rimborsi saranno distribuiti con i 250mila euro ottenuti nei giorni scorsi dal Comune e che rientrano nello stanziamento di 2,5 milioni di euro destinato a coprire i costi della prima emergenza. La somma, però, non basterà a saldare il conto di tutte le famiglie costrette a traslocare. Non meno grave è la situazione delle strutture pubbliche. Per oggi è previsto l’avvio dei controlli sugli impianti sportivi. Una squadra specializzata di tecnici della Protezione civile nazionale sarà impegnata nelle verifiche che partiranno dai palazzetti di Scapriano e San Nicolò per poi essere estesi alle palestre affidate in gestione. (g.d.m.)
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