Teramo grida no alla cultura mafiosa

1 Dicembre 2019

L’ospite d’onore Pif: «Attenti, le mafie sono ovunque». Riconoscimenti a poliziotti, magistrati, giornalisti e scuole 

TERAMO. Dopo 15 anni il Premio nazionale "Paolo Borsellino" è tornato a Teramo, divenuta per un giorno capitale della legalità in occasione della cerimonia conclusiva della 24ª edizione dell'evento, tenutasi ieri nel teatro Comunale di fronte ad una vasta platea costituita da 750 giovani studenti. «Un ritorno che abbiamo fortemente voluto insieme a Leo Nodari», ha detto il sindaco Gianguido D'Alberto, «non conosco le motivazioni di questa lunga assenza, ma chiedevo che il Premio fosse riportato a Teramo già da consigliere di opposizione e finalmente ci siamo riusciti. È un momento straordinario per la nostra città, non solo come occasione commemorativa, ma soprattutto per lanciare un inno forte in nome della legalità e della giustizia, contro la cultura mafiosa e i soprusi che non sono circoscritti in un unico territorio e come tali vanno combattuti ovunque».
La mattinata, culmine dell'iniziativa organizzata dall’associazione Falcone e Borsellino per promuovere la cultura antimafia sopratutto nelle scuole, è trascorsa tra attimi di commozione da parte dei testimoni e delle associazioni, premiati “per l’impegno sociale, civile, culturale e per la legalità”. L'ospite più atteso della giornata di premiazione è stato Pif, nome d'arte di Pierfrancesco Diliberto, attore e regista del film “La mafia uccide solo d'estate” (2013). E il suo monito per le nuove generazioni è stato quello di stare sempre all’erta. «Perché conforta pensare che la mafia si trovi solo in Sicilia, oppure la ’ndrangheta in Calabria o la camorra in Campania. In realtà non bisogna mai dare nulla per scontato», ha detto Pif, «il fatto che la mafia non uccide non vuol dire che non esista. Prima di Riina il metodo del mafioso era questo, cioè uccidere solo quando necessario. Oggi la mafia è molto più subdola e invisibile». Il regista ha raccontato: «Quando uccisero Borsellino avevo 20 anni. È una cosa che ti segna e aumenta la responsabilità». E, con un pizzico di ironia, ha aggiunto: «Se poi prendi il Premio Borsellino, devi essere ancora più attento a quello che fai e dici». A consegnargli il riconoscimento è stato il sostituto procuratore della direzione antimafia di Palermo, Roberto Tartaglia.
L'evento, aperto e chiuso da coro e orchestra del liceo musicale e dal coro voci bianche del Comune diretto da Umberto De Baptistis, ha visto la presenza di tanti ospiti ed autorità. Il premio speciale ad honorem è stato conferito all'ex dirigente Digos di Teramo Gianni La Torre «per l’esempio di serietà, dedizione e abnegazione». Nella sezione impegno sociale, il riconoscimento è stato assegnato all'associazione "Il sogno di Iaia", che finanzia progetti in favore di bambini malati di tumore. Premiati anche la onlus "Prossimità alle Istituzioni", impegnata in attività di reinserimento dei minori in stato di disagio, e il Wwf Italia, che dal 1961 si batte per la difesa dell'ambiente. Per il mondo della scuola premiate Manuela Divisi, dirigente dell’Istituto comprensivo Corropoli - Colonnella - Controguerra che da anni sviluppa percorsi educativi sull'educazione alla legalità, ed Eleonora Magno, preside del liceo artistico Grue di Castelli, i cui studenti hanno realizzato il monumento "Il sorriso" in omaggio a Falcone e Borsellino. Per il giornalismo sono stati premiati Floriana Bulfon de "La Repubblica", più volte minacciata per le sue inchieste contro la criminalità organizzata, e Claudio Cordova, direttore del quotidiano online “Il Dispaccio” che ha investigato sulla 'ndrangheta. Per la sezione legalità è stato premiato il magistrato Luciano Costantini, sostituto procuratore con Borsellino a Marsala. A consegnargli il riconoscimento il prefetto Luigi Savina, presidente della 24ª edizione del Premio Borsellino. Infine, per la sezione cultura, è stato premiato lo scrittore Giuseppe Leonelli, che, recita la motivazione, «racconta ai giovani il cammino di Santiago e ci indica che esistono strade nuove da percorrere».
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