«Teramo-mare, pericoli sul quarto lotto»

18 Settembre 2022

Il Forum per l’acqua: tracciato previsto in aree a rischio esondazione e l’Anas si basa su dati vecchi

TERAMO. Il Forum abruzzese dei Movimenti per l’acqua, un cartello di associazioni ambientaliste, lancia l’allarme sui possibili rischi del progetto del quarto lotto della Teramo-mare, alla luce del fatto che l'Anas ha depositato al ministero della Transizione ecologica la documentazione per la valutazione di impatto ambientale nazionale sull’opera. Chiunque può presentare osservazioni entro il 16 ottobre prossimo.
«Il costo dell'opera», scrive il Forum in un nota, «è di 146,7 milioni di euro per circa 7 km alla "modica" cifra di 21 milioni di euro a km. La prima questione che salta agli occhi è il posizionamento del tracciato quasi completamente nelle aree a rischio di esondazione del fiume Tordino (in larga parte rischio "basso", per un tratto a rischio "medio" e per un tratto in rischio "elevato", su cui si passerebbe in viadotto). Guardando agli innumerevoli problemi idrogeologici che ha avuto il tratto realizzato a monte, da Teramo a Mosciano, queste premesse non ci fanno ben sperare. Anas presenta una relazione idraulica per sostenere che la strada non avrà problemi e non li causerà a valle. Il problema è che Anas, facendo riferimento a norme del 2008, calcola le aree a rischio e le interazione tra strada e acqua tenendo conto delle portate delle piene con tempo di ritorno di 200 anni. Basta guardare a quanto accaduto nelle Marche due giorni orsono o l'anno scorso in Germania a scala più vasta per capire che questi parametri, fondati sui rilievi del passato, non sono più coerenti con la rapida evoluzione del clima determinata dal riscaldamento globale. I fenomeni sono molto più intensi per cui le piene che prima avevano bassissime probabilità di accadimento sono diventate molto più probabili. A nostro avviso sarebbe più opportuno rivedere questi calcoli prevedendo eventi di piena più rilevanti».
Il Forum poi sostiene che la spesa sia «enorme rispetto alle tantissime priorità che abbiamo sul territorio» e che «l'intervento prevede un pesante consumo di suolo fertile, in una delle ultime aree meglio vocate per l'agricoltura non ancora stravolta da strade ed edifici».