Teramo-mare, tutti contro l’Anas per i lavori “al buio”

28 Luglio 2018

D’Alberto chiede un incontro: «Contestiamo le modalità» D’Ignazio: «Grave danno al turismo questi cantieri a luglio»

TERAMO. Così come i cittadini, anche la politica teramana non ha gradito le modalità dei lavori di riasfaltatura della superstrada Teramo-mare. Il cantiere è stato aperto senza alcun preavviso il 3 luglio ed ha continuato ad essere attivo fino a ieri nell’assenza totale di comunicazioni da parte dell’Anas, la società proprietaria di quello che tecnicamente è il raccordo autostradale della statale 80. Il susseguirsi quotidiano di deviazioni, restringimenti e chiusure di svincoli legato al rifacimento del manto d’asfalto non è mai stato accompagnato da comunicazioni pubbliche o, se non altro, cartelli che avrebbero potuto alleviare i disagi degli automobilisti. Buio totale anche su quello che accadrà. Quando si concluderanno i lavori? Forse, chissà, si sono conclusi proprio ieri. O forse no. La curiosità potrà essere soddisfatta imboccando la superstrada lunedì mattina.
«Insieme al consigliere Maurizio Verna», dice il sindaco Gianguido D’Alberto, «ho chiesto già alcune settimane fa, poco dopo l’elezione, un confronto con i vertici regionali dell’Anas. Ovviamente non contestiamo che sia stata riasfaltata la superstrada, ma contestiamo sia la tempistica che le modalità con le quali si è proceduto». Al momento, l’incontro chiesto dal sindaco all’Anas non si è tenuto.
L’assessore regionale al turismo Giorgio D’Ignazio, teramano doc che ha un forte legame con Giulianova, percorre la Teramo-mare quasi tutti i giorni ed è furibondo. «Questi lavori sono partiti un mese fa», dice, «e non se ne vede la fine. Qui a Teramo non siamo trattati come gli altri dall’Anas, che in altre parti d’Abruzzo la viabilità principale l’ha riasfaltata già tra maggio e giugno. Qui invece si lavora a luglio, creandoci danni seri. I danni sono innanzitutto per i pendolari che vengono dall’Aquila e da Roma, diretti alle nostre località di mare, e che già devono percorrere l’autostrada più cara d’Italia, la A24, da qualche mese costellata di cantieri. Ora, in piena stagione estiva, trovano cantieri anche tra Teramo e Mosciano: così da noi non ci tornano. Certi lavori, su certe strade di importanza strategica, si programmano in un altro periodo. Peraltro mi dispiace anche per gli operai della ditta incaricata, costretti a lavorare con 35 gradi».(d.v.)
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