Teramo, privato fa pagare risonanza e Tac meno del pubblico

Operazione del gruppo medico D’Archivio in risposta al decreto che mette a carico del paziente 203 prestazioni
TERAMO. Se il pubblico arretra, il privato fa un passo avanti e occupa lo spazio lasciato libero. E’ l’estrema sintesi dell’operazione varata ieri dal gruppo medico D’Archivio chiamata “Diamoci un taglio”.
Tutto nasce dal decreto Lorenzin “sull’appropriatezza prescrittiva”. E’ il decreto che dal 20 gennaio ha reso a totale carico del paziente il pagamento di vari esami diagnostici e analisi, da quella del colesterolo a prestazioni di medicina nucleare. Sono 203 e nell’elenco spiccano la Tac e la risonzanza magnetica. Il gruppo specializzato in diagnostica per immagini a questo punto ha deciso di tagliare il prezzo. Sia Tac che risonanza (alle articolazioni e alla colonna vertebrale) costeranno al paziente 100 euro, più del “vecchio” ticket ormai quasi scomparso dal 20 gennaio, ma sicuramente meno del prezzo pieno che si pagherebbe nelle strutture pubbliche.
«La decisione», spiega Claudio D’Archivio, titolare del gruppo medico, «per una questione di sensibilità nei confronti del paziente che si trova a non poter più usufruire di alcune prestazioni a carico del servizio sanitario nazionale. Ma anche nei confronti dei medici di base che si ritrovano stretti fra il paziente che segnala un problema e lo Stato che dice loro che non possono prescrivere un esame o ne risponderanno a livello patrimoniale. Non posso fare gli esami gratis, ma posso abbassare le tariffe per dare una risposta ai pazienti e ai medici. Peraltro noi investiamo molto nella prevenzione, ed è anche il nostro modo per agevolarla, rendendo alcuni esami diagnostici, ora a totale carico del paziente, più accessibili economicamente. Per adesso il taglio è del 20% ma se avremo riscontri positivi potremo spingerci anche oltre».
In effetti Tac e risonanza sono i due esami più frequenti fra quelli inseriti nell’elenco del decreto Lorenzin: rappresentano il 60% della diagnostica, sono quelli che pesano di più sulle tasche dei pazienti. Attualmente chi vuole farseli prescrivere dal medico di base deve sottoporsi a una trafila lunga: se ad esempio avverte dolori si deve sottoporre a terapia, se questa non funziona si sottopone ad accertamenti diagnostici come radiografie o elettromiografie e solo se il quadro non si chiarisce potrà accedere a risonanza o Tac pagando il vecchio ticket che quasi per tutti è di 46 euro. «E’ per questo che abbiamo preso il verbo "tagliare" e, ribaltandolo, l’abbiamo applicato alla lettera, per agevolare chi ha bisogno di effettuare tali controlli, ovviamente salvaguardando le convenzioni che abbiamo già in atto».
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