Teramo seconda tra i piccoli atenei

26 Luglio 2014

La classifica nazionale di Censis-Repubblica premia l’università. D’Amico: radici sul territorio ma sguardo sul mondo

TERAMO. Prima in assoluto per le strutture, terza quanto a mobilità internazionale, solo penultima invece per i servizi. Sono questi in sintesi alcuni dei parametri presi in considerazione dall’annuale classifica Censis/Repubblica sulle università italiane e che, anche quest’anno, premia l’ateneo di Teramo confermando il 2° posto su 12 piccoli atenei statali (quelli cioè con meno di 10mila iscritti).

Il punteggio complessivo per l’UniTe sui cinque indicatori presi in esame – servizi, borse di studio, strutture, web e internazionalizzazione – è di 85.6, quasi 10 punti in meno rispetto alla prima in graduatoria (Camerino con 95.8) ma comunque superiore a quello di altre piccole realtà come l’università della Calabria (3° con 84.8 punti) e della Tuscia (84.4). Il riconoscimento tra l’altro arriva ad un mese di distanza dal balzo in avanti, 17 posizioni (dal 55esimo al 38 esimo posto), nell’altra classifica annuale del Sole 24 Ore. La migliore performance (l’anno di riferimento è il 2012/2013) è dunque quella relativa all’indicatore delle strutture – 110 il punteggio, il più alto tra i 12 piccoli atenei – calcolato in base al numero di posti disponibili per gli studenti nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori in rapporto agli iscritti.

Bene anche il parametro dell’internazionalizzazione (87), che invece tiene conto degli studenti stranieri iscritti a Teramo, di quelli che hanno frequentato periodi di studio all’estero e dei fondi per la mobilità internazionale. Più nella media i valori per il sito web (80) e le borse di studio (81), mentre l’UniTe scende all’11° posto sul fronte dei servizi valutati in base al numero di pasti erogati e dei posti e contributi per l’alloggio degli iscritti residenti fuori regione.

«Il dato sull’internazionalizzazione è quello che ci colpisce di più», ha commentato ieri il rettore Luciano D’Amico a margine della conferenza stampa sulla certificazione europea Equas ottenuta dai due corsi di laurea di Bioscienze. «Quest’anno del resto abbiamo ricevuto dall’Unione Europea 195mila euro per il progetto Erasmus», continua, «e a questi fondi va aggiunto l’ulteriore contributo che mettiamo a disposizione per chi partecipa al programma, oltre al raddoppio delle borse-lavoro per i borsisti che scelgono di svolgere un periodo di studio all’estero».

Secondo D’Amico «l segreto di questo risultato è l’essere un’università con i piedi saldi a Teramo, ma con la testa che guarda al mondo». (f.m.)

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